Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; COSTITUZIONI
anno <1952>   pagina <723>
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InvWabile l'anoistlaio lagnata dal re, col pattava il diritto di dichiarare 11 gurrra fare la p-u.'(-. la UIIA (fa di patriottismo, come quella che il svolgeva, ila Camera subalpina tatto il controllo del pubblico, e la un'ora di alta tragedia* non vi poteva aree luogo a discussioni meno aitate. D'altra parte II Paese non presentava eoa* dizioni diverse da quello del l'uri uni.-ut.
Il 19 aprile* Vittorio Emanuel* presta U giuramento e promette il consolidamento delle nostre istituzioni costituzionali, ma chiede il concorso delle rappresentanze poli* tiene. Al governo e chiamato il Gioberti* ministro eia* portafoglio, per perorare a Parigi la causa del Piemoata e per assicurare Del Ministero, presieduto da oa reazio­narie* il rispetto della costhuziortr. Egli in verità non era in grado di tare uè l'uno coa né l'altra. Ritiratasi* comparve dalla acena politica
Alle dimissioni del Laanay, aalo al potere il 7 maggio 1849, il d'Azeglio. Alcuni occceai Selle trattativa con l'Austria creavano * quoto Minittero un'atmosfera favo­revole* di cui doveva trar profitto nelle elezioni politiche, indette per il 15 luglio. Ila non ai può dire che il d'Azeglio abbia vitto e cercato i vantaggi di quanta situazione. 11 rn Vittorio Emanuele, in un proclama del 3 luglio* stabilisce chi annuente la piatta­forma elettorale E chiede una rappresentanza che renda possibile la conclu*iona della pace. L'migiafree del re ri soifi'miaec a quella del suo Coeerno per assicurare 11 compi­mento del programma enunciato nel proclama. Nel discorse della Corona si invita il Parlamenta a portare nella deliberazione mi trattato di pace e quella sapienza pratica che viene imposta dallo tato generale ditali* e d'Europa. Ma mentre il Senato ac­coglieva manifestamente la suggestione reale* la Camera fin dalla elexionn del Presi­dente* accentuò il dissimulato contrasto.
Che cose era avvenuto, in un anno di vita parlamentare, a stabilite la preminenza della Camera cui Senato ? L'iniziativa della Camera stessa, che gli altri poteri avevano ubilo, e un movimento dell'opinione pubblica che era cauta diventava effetto di quel­la iniziativa. Se si può dire che il rispetto della legge non può essere osservato dall*E>e-estivo senza il consolidamento del sistema parlamentare* non si può dita che la volontà del Parlamento sia la volontà, della Camera elettiva* se ciò non si afferma nella prassi politica. Anche qui il fatto* la consuetudine costitutiva, si devono richiamare a spiega* rione di questo principio, che da a tatto il sistema costituzionale la sua linea più chiara.
Di fronte a questa manifestazione della volontà del Parlamento, per mezzo della direttiva politica della Camera* l'Esecutivo può agire e reagire in un solo modo; con lo scioglimento e con l'appello alle urne. E l'Esecutivo, in cui e compresa* ma non evi­dente* la Corona che indice le elezioni, ne giustifica l'opportunità, ne dichiara il pro­gramma, ne regola lo svolgimento, afa ora e la persona di Vittorio Emanuele che si porta al primo piano, scavalca il Governo, e rivolge un appello elettorale al Paese (che non fu raccolto). L'ostilità della Camera verso il Gabinetto* era ostilità della Camera verso la Corona, era l'instaurazione di un rapporto anticostituzionale tra Camera e Corona per il Catto di quest'ultima. Si creava cosi nn clima di colpo di Stato, che molti dei contemporanei denunciarono.
La sessione fa prorogata il 3 novembre a la Camera sciolta. Le nuova elezioni furono indette per il 9 dicembre.
Il 20 novembro il re lanciava il proclama di Moncalitri, controfirmato dal d'Azeglio.
Le premesse del proclama ai trovano nell'appello del 3 loglio. Messo su questa via del colloquio diretto, il re si rivolge al .Pota* con un documento che porta anche la firma del primo miaiitro. È il re che ostenta la solidarietà del Governo* e non