Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; COSTITUZIONI
anno <1952>   pagina <724>
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Glùeomo Pitrtióoh
il Governo he a*irura dell solidarietà dellii Corona, ft II giuoco difetta, ti glauco di fona* 1! tipico colpo di Stato otti lo spostamento dell'ordine dai potati eoa t'impiego di oasi par un fina diverso da quello ul sono tati ordinati. L'impegno dalla Corona, indipendentemente dal Parlamento, non vaol essere dfcu*o da altro potere; a sole a questa fondinone la Corona ti considera ancora impegnala dal giuramento prestalo.
Ora è chiaro che lo scioglimento della Camera per decreto reale, denuncia la frat­tura.' tra il Leglaletivo e l'Esecutivo. Ma il re garantisce anche nella frattura l'uni Ut dal sistema. Quando (a Corona gravita soltanto uU'Esecutivo, la frattura diventa in-utperabile e imponendo una direttiva di Governo contro il Parlamento, ha colpito il Parlamento. L'appello alle urne è un atto costituzionale quando non importi l'appro-vaaione coatta di una linea politica, che si presenta come la sola che la Corona intenda seguire, e il Governo con eaaa. Questa linea politica non eprerione della libera volontà del popolo, ma di una volontà assolata, che risorge da dietro lo Statuto. E perche il pò* polo lo sappia, gli ri dico con chiare parole che esso popolo chiamato alle urne, a ter­mine dello Statuto, ma con una dichiarazione di volontà che è negazione dello Statato.
In altri termini dice:< votate come sa foste dei liberi elettori, ma rendetevi esatto conto che non aiate liberi elettori, e non e- libero il Parlamentò vacato dalle vostre ele­zioni, non perchè sia stato sciolto, ma perche e stato sciolto per lasciare che questa manifestazione di una volontà assoluta si compiine senza velo di formalismi r. senza ittmaoniv-. Le illusioni che subito sorgono, davanti a un atto di fòrza, limitano alTan-gurìo che esso non turbi il dominio drl diritto e che la forza dia subito luogo al diritto.
La minaccia del proclama di Moncalieri intacca la legittimità di tutte le decisioni del Parlamento durante Finterà quarta legislatura, che ai chiude il 21 novembre 1853 e pone il problema del regime in termini diversi da quelli della sua prima instaurazione. Non e più il regime parlamentare che nasce col sistema costituzionale dello Statuto; ma il Basterna costituzionale puro che si vuol far passare per regime parlamentai*.
Questo è il significato della politica della Corona di fronte al Parlamento e al Paese. E non è vero che- la breve crisi, anche e violenta, si deve eonsiderare chiusa col responno delle urne e la formazione di una maggioranza tninisteriale, perche questa maggioranza è per definizione, anche dopo il connubio, una maggioranza inamo­vibile, perche l'opposizione non ha altra alternativa che o lasciare in vita il Ministero o aprire le porte alla reazione.
In altri termini, cosi il colpo di Stato {pre-clama di Moncalieri) come raccordo con Topporizione (connubio Cavour-Rattazai), costituivano un attentato in diversa misura grave del regime parlamentare.
4. QunlVra dunque l'insegnamento dì questa esperienza politica, cui si richiama Vittorio Emanuele nel discorso della Corona? Anzitutto, che la volontà del Parlamento, della Camera dei Deputati, trovava il suo limite nella volontà delta Corona. Inoltre, e conseguentemente, che l'istituto parlamentare, posto a base del regime, poteva agire con libertà in quanto accettaste le direttive politiche della Corona, di cui il Governo assumeva nna responsabilità di seconda Istanza, lasciando perciò alThritàativa della Corona il regolamento degli alluri esterni, in cui la posizione della Corona ri faceva va­lere come dominante, identificando i propri interessi con gli interessi generali del Paese.
E potete la Corona aveva potuto confermare questa sua posizione attraverso l'intervento diretto netta condotta politica dette elezioni e quindi netta formazione della rappresentanza popolare, risultava definito il diritto, esercitato attraverso il potere esecutivo, dì Influenzare la libera celta dei rappresentanti. Il Cavour, intervenendo