Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; COSTITUZIONI
anno <1952>   pagina <726>
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Giucwno /Vrri/wie
Dàlia, formulatalo Statuto, nulla di pio! . Unto alla formula: :< Statuto, nulla
di meliIJ! , nel scaso di un'lntcrpretaiciniui ara atetìcu, ma dinamica * progressiva.
Mu ad altrui cousideraaiooi dava condurre questo episodio datti vita parlamentar*
subalpina. Il* connubio è certamente sorto rome problema dalla esperienza dal 1M9
dall'intervento dalla Corona; ma corno soluzione era venula fuori da oscuri manosi
da combinazioni di forze, che non *i consideravano affini o convergenti, in olire pa role dalFiucoutro di due volontà non da accordi palesi di gruppi.
U connubio CavourRattazzi creava la seguente situazione: la Corona era posta di fronte alla alternativa: o quota maggioranza con lo Statato o fuori di queste mag­gioranza e fuori anche dallo Statuto, in braccio alla rivoltatone eoa restreme Sinistra o della reazione con l'estrema Destra. La maggioranza era posta di fronte a quatta alternativa: o l'acccttazione del programma, della strategia e della tattica di un capo (che aveva sopraffatto il socio}, o il dissorvimento in una pluralità di groppi incapaci dì governare, L'opposizione costituzionale non aveva altra acuita: o l'appoggio al Go­verno eoa esclusione della lotta a oltranza, capace di portare a ona crisi* o l'abbraccio con i diatrattori dello Statato, dell'estrema Deatra o dell'estrema Sinistra. Il Governo infine non aveva altra acelta: o tenere a bada la Corona con saltuarie concessioni, ma eoa un permanente controllo, per non forzare il diaudio fino a costringerla per dispe­razione a tta salta nel buio o spiagerla nelle braccia della reazione aumentandosi enea speranza come Governo, come partita, come forza politico. Era la fiae del regime come regime (che valeva eere) parlameatare.
Autore di questo complesso ricatto, che può essere dissimulato con opportune sosti­tuzioni di persone al momento opportuno (di Battezzi a Cavour, di Cairoti a Depreti*, di .Forti a Gioiiui. di Kederzoni a Mussolini), e il macchinista, colai che ha raccolto nel suo pugno tutte le fila. E giudice non e il corpo elettorale o l'opinione pubblica, ma il suc­cesso, fl fatto compiuto per cai l'uno apparisce buon maccniaista o l'alerò meno buono o cattivo O-pcawmo. La nostra storia parlamentare BOB può che confermare tultocio.
Il capo della maggioranza, dopo il connubio, era capo di un partito, ma questo partito non era il partito della maggioranza, era il partito del suo capo, il partito cavou-riano. Di qui la confusione deDe linee e delle lingue, che caratteriKXR il governo perso­nale. Il male era gravo e 0 travaglio assai duro. Ma la rosa pio grave era che, entrato nel sangue del giovane onanismo, diventava un male cronico. Cosi dopo il connubio, incontriamo il trasformismo il crispismo, fi giotittiwno, il mussolinlsmo. Per ano, come Cavour, che prendeva ispirazione dal gioco parlamentate inglese coi due partiti, era veramente il colmo.
5i - fl connubio dunque ha reso evidente il fatto che la maggioranza governativa in Parlamento, o piuttosto alla Camera, non e ona maggioranza di partito, ma una coa­lizione di grappi, pia tardi anche di partiti; ma coalizione, fl che significa che la crisi politica non metta in luce un'opposizione organica e definita, col suo capo, desi­gnato a ricevere dalla Corona il mandato per formare il nuovo governò; ma uà gruppo che i ritira, che si distacca dalla coalizione, per farsi centro di un'altra e il cui capo, rompendo gli impegni assunti, ha meato, coi voti dì cai dispone, il Ministero in crini; In altre parole, la prassi parlamentare mantiene e promuove la formazione di gruppi e elicatele, il cai spostamento vuol simulare l'awiceadameato dei partiti, come mag­gioranza e opposizione dialetticamente coatrappoiite.
Ma non batta: il connubio operato da Cavour, e per il modo in cui e stato operato, definisce da ora in avanti, e indipendentemente dallo Statato, la figura e la posizione