Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; COSTITUZIONI
anno
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1952
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pagina
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733
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/! rogini* ro*tìtuzi<m<de nvt primo d*cnnio detto Statuto 793
Il ore** personale di Cavour, vinto da Torino, fu. tom'h noto, superiore al rttailtatu della aa adotto d Congresso, conte i presentava alla cancellerie europea M* < 1 famosa giornata dell'o aprile non aveva badato una buccia molto notevole di proliferili e di intese, aveva creato nel Parlamento subalpino tuia ptft larga iìdiuua oelTopera del Governo Cavour. Anche quando Cavour si vantava di avare assodata alla sua causa il Qarendon, sottacendo che questa età stata per Ini una breve illusione, cancellata bruscamente dall'accordo austro-inglese, non ai poteva dire che raggi' rosee il Parlamento e ingannaste l'opinione pubblica perche quella baae solida e par* lamentare e popolare gii era neci iwri per svolgere il ano disegno, Sicuro del Parlamento e della classe politica piemontese, Cavour poteva lanciar! nel tuo giuoco. Perciò l'azione diplomatica del Governo è fondata u un'azione parlamentare, cioè Milla attua rione che ha apulo creanì in Parlamento.
Qaeata liberta d'azione permise al Cavour di entrare nei piani di Napoleone DI e di includere ad programma imperiale della Francia la liberazione dell'Italia scttea-trionale in *** della Savoia, ostile alla politica a italiana di qualunque governo, ma anche di Nizza, natile ad ogni assorbimento da parte della Francia. La situazione [parlamentare creata dal Congresso e dalla discussione sul Congresso permetteva.' al Cavo or di negoziare venta tema di non poter mantenere. 1 suoi diaconi parlamentari erano d'altra parte momenti essenziali del disegno diplomatico, che ri svolgeva fa apparenza alle paDe del Parlamento. Le pronte reazioni delle cancellerie confermavano l'esattezza del calcolo politico. Le agitazioni dei mazziniani, rischiando a ogni passo di compromettere tatto e creando nell'animo del Cavour preoccupazioni ed esasperazioni purtroppo incancellabili, gli mettevano però in mano un altra carta di cai faceva cori largo impiego dichiarando senza pota il proposito di fronteggiare e di neu-traltzzare le mene rivoluzionarie* antìsabaude.
Parlando alla Camera, il 6 maggio 18S6, Cavour dica che -copò dei delegati tardi era quello di fare ogni sforzo ondo ottenere l'attenzione dei loro alleati e dell'Europa olle condizioni dell'Italia e cercar modo di alleviare i mali che affliggevano questa barione. D'altra parte, aggiunge, aio ritengo che non aia poca cosa per noi l'essere stati chiamati a partecipare a negoriarioai, a prender parte alla soluzione di problemi i quali interessano non tanto questa o quell'altra Potenza, ma sono problemi, sono questioni di un ordine europeo. Ma sappiamo che l'ordine europeo che Cavour ri pone davanti è quello dcll'815, e che ai mali denunciali, come altrettante violazioni di quell'ordine, gli pensa che si potrà trovar rimedio con l'appoggio di Francia e Inghilterra, del quale voleva vedere l'inizio nelle dichiarazioni dei loro plenipotenziari, Parve alla Sardegna dice Cavour come pare ai suoi alleati, i quali su quest'argomento concorsero* dirò, con grande spontaneità, poterai all'occasione della sanzione di questa gran pace, rivòlgere ad alcuni Stati d'Italia consigli di moderazione, di temperanza, di demenza*.
Egli sapeva che l'Austria e i suoi satelliti, il Papa e il Borbone non avrebbero potuto accogliere questi nomigli. Solo a questo patto, poteva pensare che da una monta diplomatica, che lasciava cori scarsa traccia, potessero derivare conseguenze politiche e storiche di importanza decisiva.
La rimozione interna ri poteva dunque considerare stabilizzata; la difficolta, e l'inquietudine, che danno colori di dramma dia storia di questi anni, derivano ddla complessa e instabile situazione internarionde. Quando si rompe l'alleanza Cavour-Rattazri, sul principio dd 1858, vi e già un partito cavouriano, ma vi è appena un grappo rattazriano. Ma già entrambi erano usciti dall'atmosfera dd primo connubio e