Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; COSTITUZIONI
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1952
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734
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734 Giacomo Pvrtinono
avevano operate un tiro connubio, nn gli uomini il<-lla Società nazionale, eh* n in p"l iuommito una Hpccie di Centra italiano, non piemontese* eh* permetteva al Coveroo di sottrarvi alla prca dell'uu* e dell'altra Kntreraa, k quali ne avrebbero compromesso Pacione.
t rapporti fra ì ir* poteri anso, cosi, ubiliczati. La. Corono ho dovute ebbsnd. nara U Destra e la difesa del Clero <he (nette ai ra a*uata. Ma la De*tra aea ha abbandonato la Corona e mantiene il aun programma di rettituirle la liberta, limitate dotto Statato. Nelle elezioni della fisa del 18S7. la Destra aveva riportato un successo innegabile. Ma nel discorsa della Corona, del 14 dicembre, il re invoca dalla Camera il medesimo forte e leale concorso aeUapplieare e svolgere quei priodpi liberali, ti quali ripeta in modo ìrmocahiU la nostra politica nazionale. E questa dichiarazione deve considerarsi tanto più significativa impegnativa quanto più rilevante si presentava sulla soglia della Legislatura la fona della Deatm clericale. Ma bisognavo vedere a quale 6ae la Dentro clericale intendeva rivolgere quota ma forza parlamentare. Essa ai era servita delle garanzie statutarie per aasicn-rann un aucceaao elettorale: ma non naacondeva il propotito di impegnare queate eoa forza per annullare lo Statate. In altri termini. presentava ora davanti olla Camera subalpino il problema della dlfeaa di quelle liberta che gli avversati rivendicavano per conculcarle. Diceva Cavour : Io non faccio appunto al clero del ano intervento nelle lotte politiche... Ha quando il clero, riconquistate o a sicura tu la liberto, vuol combattere per riacquintere gli antichi privilegi., io allora, o signori, deploro il eoo Intervento e credo mio dovere di con trai* tur lo... .
L'inchiesta parlamentare, denunciando l'uao di armi spirituali nella lotte politica, liquidò la questione. U programma attribuito alla Deatra non trovò più terreno favorevole, perche la Corona non volle entrare nel tuo giuoco. La maggioranza, dive nula ormai il partito del precidente del Consiglio, non urtò contro oataeoli gravi nel sostenente la politica, ora che Patteggiamento del capo dello State era mutato. Venate in diactaaione il D. di L. ani nervino di guerra della Guardia nazionale, l'estrema Deatra ai impegnò a dimoatrore eoi Solerò, che, mentre Patteggiamento dell'Austria era nuunteatenieute difensivo, l'avventurosa politica di Cavour portava olla guerra. Ma parte della Deatra, col Revel. non poteva, anociarai a queate. trai e votava a favere* aperando che i fondi acrviasero per la di fera e non per la provocazione. Al Senato, il Brignole-Sale ripete gli argomenti del Solerò della Margarite, dì cui il Cavour teme le ripercussioni sia par diversamente ostili io Inghilterra, e in Francia. L'insuccesso del metodo dell'azione diretta, pittorescamente chiamato del pugnale, dopo l'insurrezione milanese del 6 febbraio 1853, e più. tordi In delusione arguita al colpo di mano del Ptaacnne, la reazione determinata dall'attentato di F. Orsini, dovevano far convergere molte speranze sui piano diplomatico. Precisamente tra queate date, che sono strappi violenti, ri svolse la tela del Cavour dal congresso di Parigi all'incontro di Plembieree. Quando > due piani, quello diplomatico e quello parla-mentore, vengono ad urtarsi, allora quasi sempre è la difesa della istituzioni e della libertà sancite dallo Statuto che ha il sopravvento. Si vedo lo lettera di Vittorio Emanuele a Napoleone IH. dopo l'attentato Orsini. Si veda la risposta di Cavour al Governo francese che chiedeva la soppressiene di un giornale: a ciò equivarrebbe a un colpo di Stato dica Cavour e il r<- e noi vogliamo serbarci fedeli allo Statuto*. veramente Peto eroica dello Statuto. La stessa attività diplomatica rientra nell'indirizzo di Governo appoggiato ad una maggioranza e la concessione dei pieni poteri è giustificate dal tumulto di vite ebe il mecca ni ino giuridico non può contenere.