Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; COSTITUZIONI
anno <1952>   pagina <735>
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IO. - Wiv.su analmente- alla guerra, chi? luti U politica di Vienne e Phlihg. taui dal SS petto r-mrìi>v,ui.' inevitabile da parto della Francia; giunta appena m Tarlo la> notiria dello prima vittorie; Meo che lo (narro iuiprovv-Uameuta ri arrosta* il muto ri ferma, l'edificio ri .fascia. Dopo ViUatranea, Il comportamento 41 Cavour nati è quello di un primo ministro, ria paro binato, ala paro esasperalo. ri*peito al capo dello Stato* no quello del capo del partito di maggiorana* rispetto al Parlamento, E una figura tragira che balza fuori dal quadro di una situazione storica, irta di OM-neggi astuzie comprometti raggiri avancato prudenti ritirata ancora pia caute. Considerata In termini territoriali, in termini di vecchia politica plemont***, quella dal carciofo, la a catastrofe di VQlafranca presentava alternative degne di attcn-rione, Non ri era giunti a Vanesia, ma ri era giunti alla Cattolica, dove ri poteva re­stare, n titolo dà contropartita. E questa alternativa, aln pure obbligata, poteva pre osatami otto raspano eccitante di una pronta vendetta contro Napoleone, di cui crollava, per opera del Gabinetto di Torino, il aogno di mezza estate, di on nuovo regno <TElruri bonapartista.
Ora la rearione violenta e furiosa di Cavour dimostra da sola, anche ae non co lo dice al e il t'urini, che in quel fatidico 1859 Cavour aveva soffocalo in ab il piemontese per innalzano con sicura coscienza al rango di primo ministro di un regno d'Italia non nato.
Tutto U programma di Napoleone Ut crollava. La Confederazione, il Congresso, la corona di Luciano e di Gerolamo e mriemr l'amici ria austriaca, la solidarietà in glesc; nessun colpo pio duro, prima di Sadowa prima di Sedaa. perii prestigio egli interessi politici del secondo Impero.
Vi-eru la cessione della Savoja e soprattutto di Nizza. Non solo il trattato, ma anche il plebiscito, erano stati decisi dall'Esecutivo. Alla Camera (ricostituita con le elezioni del SS manto 1860). il 12 aprile, Garibaldi rileva rincottiturionalita del trat­tato. Solo un voto dì fiducia poteva confermare questa tori. Da altro parti venne la suggestione al Governo di trincerami precisamente dietro il voto delia Camera per sabotare il trattato. Ma Cavour lu respinse. Noi del trattato assumiamo l'intera responsabilità, e e vi ha dell'odioso, non discutiamo che ricada sopra di noi. Ma ciò non voleva dite, .secondo la tesi di Guerrazzi, che la Camera non avendo un'alterna--riva. te; doveva astenersi dal voto.a Non si delibera quello di cui non ri ha scelta diceva Guerra*. Egli pero confondeva il problema politico militare, col problema parlamentare. La Camera poteva condannare la politica del Governo; non la condan­nava perchè riteneva che non vi fosse alternativa e pesai e per il Governo,, in quanto la cessione i presentava come un fatto inevitabile e irrevocabile.
Nella tornata del 36 maggio, il Rutterai tornò sulla Messa tesi perchè il Parla­mento rimanesse paro e incontaminalo da questa ce*ionc. La Cantora non fu di questo avviso, con 22S voti, contro 33 e SS astenuti. Noi votiamo il trattato disse il Boggio * perchè caso è per noi il punto di partenaa da cui dobbiamo riprendere il cammino momentaneamente interrotto dai dolorosi fatti di Villafranca.
Dove portava questo cammino? verso l'unita, o verso l'unificazione? Cavour aveva aperto trattativa con il Gabinetto di Napoli. Ancora dopo VUlaranca,eforsc oh a canea di Ville/ranca, pensava a un'Italia divisa in due potenti Staci, l'uno del settentrione l'altro del meazogiomo, come ri leggeva nella lettera di Vittorio Emanuele la .'Francesco di Borbone de) 15 oprile 1860. Di fronte al meraviglioso proccaso di auto* liberazione della Sicilia, rivive in Cavour il ministro piemontese. Sfiducia, diffidenza, allarme, omento, e finalmente il colpo di fonia, che ha tutto l'aspetto dal punto