Rassegna storica del Risorgimento
FABBRI EDUARDO ; FABBRI D'ALTEMPS MARGHERITA TROJA CARLO
anno
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1918
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pagina
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112
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ita
AT. BelletU
entra in materia sulle opinioni controverse ; ma pare, se non m'inganno, di non voler egli prolungare il combattimento. E, se lo prolunga, io non rispondo pid : sapendo che bene potrò rispondere nella storia, ma non altrove che nella Storia, ed anche nel Codice Diplomatico Longobardo (del quale ri parlerò' un'altra volta), senza mai più nominare il Rezzonico, ma trattando gli argomenti da lui toccati, de' quali, in verità, non v' è stato uno solo, fino qui, che io non avessi ampiamente svolto nel Discorso.
Son già quindici anni compiuti che voi eravate inferma in Castel Gaa-dolfo ; ed un giorno io riconduceva Concioli nostro in Roma Parlammo d'uà fatto di Gondebaldo, Re de' Borgognonfoe; dt /Avito, vescovo di Vienna. Ciò che io ne dissi fece meravigliar Concioli, ed e' m'andava esortando a scriver qualche parola intorno a quel fatto. Ed io ne scrissi, tornato in Castel Gandolfo. Ora un giornate che si pubblica in Napoli, col titolo di Scienza e Fede, mi ha fatto pregare, per mezzo di cospicuo personaggio* che io vor lessi dare il mio nome, come lo ha già dato, il Galluppi. Ho risposto risolutamente no : ma, per non parer selvaggio al tutto, ho promesso di dare quel mio scritto riguardo a Gondebaldo, con la sua data di Castel Gandolfo e del 19 agosto 1829. Or questo scritto sarà in forma M lettera, che io vi mando. Ne laro trarre una qualche copia per voi, per Mr. Gorboli e per Concioli nostro, non che per Giacinta. . . , .. ... >;... -'...,
Ho ricevuta rispósta dal signor Cerróti. La -nòstra storica impresa di Napoli procede bene : abbiamo già il danaro necessario per la 'stampa del Codice Longobardo. Il signor Paggetti manderà per voi ad avere la IV parte, senza che voi dobbiate darvi altro pensiero. Addio, mìa carissima amica ; rispondete il più presto ehg. potrete a questa mia. Voi certamente, questa volta, non le darete biasimo d'essere breve : ma che volete ? Questa mattina, era Io propriamente d'umore a far qualche chiacchiera co* miei antichi amici. Tale sono: stato e sono e sarò di voi, ecc.
40.
Napoli, 9 del 1844. Mia carissima amica,
Memo la vostra ultima lettera, e, se m'incresceva di non averla ricevuta prima, ciò--era perchè temeva che. il prof. Zambelli avesse potuto non recarvi la mia. Le notizie della vostra salute non sono in verità quelle ohe desidero; ma una voce interna mi conforta, e mi fa sperare la vostra guarigione.
E mio stato ù jsemipre ÌO stesso ; fe gambe mi servono; sempre male, ma g tutto r Juv'ftrrLò' assai meno -.elio: inetrestate. In tutto il resto non posso dolermi: e sono: rassegnato allegramente alle condizioni di questa mia vita La Cagione vera del mio non esser venuto in Roma nell'anno trascorso tu.tf inclemenza del tempo: noi non abbiamo avuto estate del 1843 là Napoli Un vento sempre molesto ó-ùtttitefo sempre dubbioso appena mi permettevano .d'usórrc, come avrei potuto venire In Roma, per quanta voglia ne avessi avuto? L'orrida stagione del 1848 In seguitata da una grippe universale: mia madre l'ebbe : poi questo degenerò in un arresto ni petto, e noi l'abbiamo avUtfc