Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; SARDEGNA (REGNO DI)
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Lidia Porca
Finalmente la legge 15 aprii* ISSI boli le decime gli antichi tributi feudali soprawismtti all'abourione del feudalismo. Mm la legge fa applicata 11 1 granalo 1853.
Tenuto conto, peraltro chele decime costituivano U muiinii parte delle entrate dei eie botane e che non possedeva quest'ultimo dei beni la cui vendita potente baciare alla Stato per il no mantenimento, nel 1853. il ministro Cavour propose une legge inteso ad imporre ai comuni isolani l'intero ajBefC.no uppletivo e, favore della da*M sacerdotale in Sardegna. Il problema fu discusso in ben 6 giornate, dal 21 febbraio al 1 mano 1853 tra il deputato Mameli ebe attribuiva alio Stato l'intero obbligo di quegli assegni,, il deputato G. Siotto-Pintor che dichiarava l'impossibilita della Sardegna di pagarli ed 11 Cavour. U quale con 8 diaconi dimostro, cifre alla mano, ebe fra tributi prediali, dogane, ale, tabacchi, atti giudiziari ed anche la non applicata tasta commerciale, le 457.000 anime della Sardegna avevano pagato, il 1852 !.. 5 tallio ni e 40 mila, ostia 40.000 meno che nel 1847, e che in seguito, con raggiunta dell'imposta prediale,, non avrebbero oltrepassato i 6 o 7 milioni di Uro annue contro i 112 > li-i milioni imponibili al 4 milioni 308 mila abitanti delle altre provineie sabaude.
Nonostante tutto ciò il Cavour ri adatto a proporre ebe i comuni sardi contribuissero alle pete del proprio clero con25 centesimi, ossia con la somma di 400 o 500 mila lire, soggiungendo che sarebbe disposto a diminuirla se aveste la certeeca di raggiungere aoITunpoata prediale la somma di un milione 693 mila lire. Sononcbè tale carerà non poteva averla perche prevedeva che il nuovo catasto sarebbe stato pronto, e par-aalmente, solo alla fine dell'anno. Infine, preoccupato ebe il clero, non sentendosi sufficientemente accontentato, reagisse, propose di rimandare la questione al bilancio del 1855.
Ora avvenne che con legge 29 maggio 1855 ri istituì la Cassa Ecclesiastica con la speranza che l'Amministrazione di quest'ultima, ottenuto il possesso dei beni ad casa assegnati, attivate tatto le fonti di rendita, eatro il 1856 ri ordinaste per adempiere ai propri obblighi legali. Ma il deputato Robccchi, in tornata 31 marzo 1857 osservò che mancava ìm H*"tf annuale -.all'andamento diT"11* f"f - che, """ potendola Cassa adempierò ai propri obblighi, il Parlamento ora invitato su. progetto di legge del Mini-stero di Grazia e Giustbàa, ad autorizzate il governo a faro un, prestito di L. 751.409
e dei comuni; a ciò ri aggiunsero i centesimi addizionali fino al raggiungimento di lire 2.Ì1J.400. Co-i i privati od i Comuni dovettero pagare l'annua somma di L. 165.337,98 la quale, moltiplicata per 10 anni e meri 6 dal 1853 al 1 semestre 1864 dò la cifra di X. 1.730.468,79. Peggio ancora la legge del 14 luglio 1864 elevò il contingente a 2.646.789; v. Relaziono del Consiglio della provincia di Cagliari olla Commissione d'inchiesta nella seduta 27 febbraio 1869. Consigliere Cima, Segretario Staro.
L'art- 9 prescriveva: Il reddito netto ri desumerò da un catasto provvisorio fatto con le regole dell'arte . Un catasto provvisorio già esisteva dal 1854, Bla le misure erano errate, le volture non ri facevano, ed il ruolo della contribuzione fondiaria varia* va in rapporto alle quote di contribuzione non in rapporto ai nomi- Il progetto di legge mi riordinamento della Imposta prediale In Sardegna fu approvato in Parlamento il 28 giugno 1850 (Aiti Pati. Suo, Galletti-Troni peo, voi 111,Torino 1864. (SfCùa, deput.), p. 2283). La d'seussione fu iniziata o giornalmente proseguita fin dal 19 giugno, usa con l'assenza di 13 su 9 presenti deputati isolotti (Yi.StTtr*, p. 270S). Circa la leggo 15 aprile 1851, OMO fu applicata il 1 gennaio 1853. Ma il fisco, anziché procedere alla divisione ed olla distribuzione delle terre per essa riscattato continuava a riscuoterne il canone, Tuveri, articolo * Ricordi . in Corriere di Sardegna, 6 agosto 1873.