Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1952
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Lidia Por cu
Al momento di concludete bisogna ricordale ette 1* legge elettecela politica del 17 manto 1848 concedeva, in vi*. eccezionale, il diritta di voto al Mordi analfabeti che pagassero an certo fitto, escludendoti* quindi coloro che non pagavano quel fitto, imene te calti o censiti, MIVO eccerioni; che i /deputati venivano eletti con an nomerò irrisorio di voti aspetto ni numero degli elettori. CU animatori della politica laniera erano nna esigua e discordo minoranza numerica in Parlamento, cho rullisi!* non poteva ne essere compresa na seguita dotte manne: avvocati, professori ìinivr-atteri, colti prelati* .cho o non parlavano aDo Camere corno i clericali ed I miniate* fiali, o non intervenivano, o parlavano inutilmente, come il Siotto-Pintor. nonoitante lo tao implacabili denunce contro il malgoverno. Piccolo e graziato, ma sottilmente sarcastico, non ora nn equilibralo oratore, non era nemmeno ealdo nel anoi principi politici. Zelante coniano, erodeva di poter conciliare la libertà di do cho non rientra nel dogma con la ominiarione incondizionata olla fede") e, ebbene fervido praticante, ai acagliava contro i anoi aweraari non blandamente; o nrtò con la Chiesa.
ti Tnveri, un po' per timidezza, un pò* per difficolta di parola, un pò* per ristrettene economicità 1 non prese parte quasi ai lavori parlamentari. Fu invece agile e mordace polemista, accusatore esattissimo del malgoverno in Sardegna. Ma. il ano apologùmo del tirannicidio o della giustizia, do luì considerata come principio ernrislw d'ordine e di virtù, la atta avversione alle coscienze vacillanti ed opportunistiche, gli valsero molto inimicizie e molte incomprension!.
Anche Giorgio Aproni detestava gli accomodanti,! flcsùbili,ma la sua audace ribellione all'autorità della Chiesa gli alienò molte simpatie, rese molti suoi conterranei indifferenti alla sua coraggiosa avversione al piemonterismo che egli vedeva impersonato nel Cavour. Poco poti egli ottenere a vantaggio della Sardegna, nonostante la sua attività parlamentare ch'esercita dal 1849 alla morte con i suoi discorsi tutti cose e cotti verità, sebbene poco brillanti. Ma. fu indefesso patriota e non solo opponendoti alla cessione di Nizza, uà anche aiutando Garibaldi ad armarsi, come dimostrano i
Genova con il Movimento, 22 maggio, 0 Milano con L'Unità ffalsano, 1, 5, 11 giugno 1861 (art. di Mazzini: e I. Sardegna), ecc., e la Persercranso del 25 luglio, ecc., e Torino con fi Diritto, ecc.
V. CORRADO DB BIASK, Mirefranetn sulla Liguria t la Sardegna negli antri 1860-1861, Firenze 1947.
* *> Frappo VXVANKT. Siouo-Pintor, Cagliari 1889.
5) Aveva esordito, il Tnveri, con nn proclama letto dal senatore Furimi (in La Gas* setta Piemontese, suppl. del 29 dicembre 1848), in cui diceva che, pare eletto deputato rinunriave al mandato, perche a Torino non ne avrebbe potuto sostenere le spese; e deplorò che, sebbene il deputato savoiardo Pal!onel avesse proposto una indennità per i membri della Costituente, i sordi, soprattutto Siotto-Pintor non l'avessero appoggiato pei mettendo cosi implicitamente che la Camera divenisse antiliberale. Aveva inteso mettere il Gioberti in stato di accusa {La Gazzetta Piemontese, 2 marzo 1849)ma gli fu impedito di parlare e, netto Specifico II citato, riuscì a dimostrare che l'autore del Prunaio aveva, netta seduta del 21 febbraio, offesa la Camera, infamando chi s'era opposto al violento ristabilimento dei principi di Roma e di Toscana.
Cosi armo del Tnveri fa la penna. Negli organi indipendenti, no La Gasutta Popolar** ecc., egli esaminerà S più scottanti problemi isolotti e nell'Isola acquisterà "nmff8 e notorietà in quanto, sostanzialmente, ne interpreterà i bisogni. Ammira-retore degli enciclopedisti e di Rousseau, dotato di profonda cultura agiografica non