Rassegna storica del Risorgimento

LEOPARDI GIACOMO
anno <1918>   pagina <116>
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Raffaello Barbiere/,
dico, avesse avuta l'equanimità d'un altro credente, il Gioberti, che conscio di tutta la grandezza dell'infelice, deplorava bensì ch'egli non avesse aperto il cuore alle speranze e promesse immortali del Cri­stianesimo ma ammirava quella mente sublime e compiangeva le sventure!...1
Si pensi al libero ardimento del Leopardi nett'esprimere i concetti filosofici e i sentimenti patrii suoi, (masi sfide al domani della santa Alleanza, coli' Italia irta di bajonette, col Papato unito ai governi nello spegnere ogni scintilla di libero, pensiero 1 I vèrsi dell'2?a*tica-.zione del Parini
Che non può un'alma ardita Se in forti membri ha vita""?
versi che sono tutto un programma di educazione civile e sembrano quasi presagio alle Rivoluzioni della patria, fanno sentire ancor più le sventure del Leopardi. Il quale, se sano, se gagliardo di membra, avrebbe senza dubbio fortemente agito per la patria, per il trionfo della giustizia, il cui sentimento era in lui cosi profondo, non ostante le scettiche definizioni espresse nelle ore della desolazione mortale. Quei versi della sua prima canzone, che ricordano nello spunto un passo del secondo canto dell'Eneide :
L'armi, qua Farmi ; io Bolo Combatterò, procomberò sol igj Dammi, o ciel, che sia foco Agl'italici petti il sangue mio ;
mentre stringono il cuore per il tragico contrasto fra la deformità e le malattie del poeta costretto a vivere nella carcere della casa pa­terna, e l'eroica aspirazione di quello spirito libero e magnanimo, che invoca persino il cielo (in cui non crederà) perchè il suo sangue sia fUoco agi' italiani schiavi e calpestati : quei versi della canzone Al­l'Italia rispondono al sentimento; sincero del Leopardi, il quale, ben lungi dall'essere un poeta declamatóre un eroe da cattedra, da biblioteca, sarebbe divenuto un poeta d'azione come il suo diletto amico Poerio,. e come altri del nostro risorgimento, tanto inferiori a lui nell'ingegno e nella dottrina. Il primo elemento della grandezza dei
Qiomnrài TI Gesuita moderno, voi. HI, cap. IX, pag. 253 (Losanna 1847). StuTaoouBa del Tommaseo, v. GIOKDAS M nna grave ingiuria fatta a Qiaeómo Leopardi morto (Opere, v. Ì09} E Tommosoo no iè Scintillo fvTonQKJa, 1841), pag. 227, ae no difese. Tommaseo e . Capponi Carteggio Inedito, per cura di L pel Lungo e R Prunas (Voi H, pag 161). Bologna, iÌ4