Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno
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1952
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pagina
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780
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LA POLITICA NAVALE DEL PIEMONTE NEL DECENNIO
1849-1859
I. ~ Le due guerre combattalo noi gir di pochi niesf, che Tirmlmairo II Piemoni* alla diafana di Novara, avrebbero indotto malli popoli a r*coaos**rat prr vinti ed a rinunziare al supremi fiat dalla loro lotta. Cosi casi sarebbero tornali bel silcnxio, alle umiche consuetudini, ed avrebbero ripreso la monotona vita.
Non, cosi avvenne nel Piemonte. II suo popolo manienoe fede nelle istituzioni Ubere e nelPimprea della redenzione nazionale. Dopo la sconfitta delle armi procedette mediante provvide leggi nella (rande opera di attuazione concreta dello Statuto, concesso da Carlo Alberto, e ai applico all'incremento della sua prosperità materiale.
Prima opera da compiere fa quella di concludere il trattato di pace con l'Austria, che fa approvato dallo Camera dei Deputati Millanto dopo le nuovo elezioni generali, indette eoi proclama di Montai ieri, il quale confermo, di fronte all'Europa latta, la possibilità da parte del Piemonte di conservare la libertà e, nello stesso tempo, di conservare l'ordine e la pace.
Indi seguirono le riforme del gabinetto d'Azeglio, nel anale intanto 1*11 otto* bre ISSO entro Camillo Cavour, che aveva sempre parteggiato per la libertà costituzionale invocando riforme amministrative, militari, economiche e finanziarie.
Il Cavour, nominato miniatro dell'agricoltura, industria e commercio, al posto del defunto suo amico, Pietro Santarosa, ispiro la sua benefica adone ai principi della scuola liberale, convinto che la liberta era il grande movente del-l'operosità emana. A quel Ministero fu aggregata l'Azienda della Marina, che dal 181S alno a quella data, era dipesa dal Ministero della guerra.
Si ritenne allora di preporre alTamminiatrasIone della Marina Militare un parlamentare, in vista dei (sacrifici pecuniari e dei provvedimenti legislativi importanti che erano imperiosamente necessari. Tale provvedimento, ritenuto da molti superflua innovazione, si credette dai più dovalo alle condizioni, in cui era ridotta la Marina Militare dopo la campagna del lft*849. ed alla scarsa conalderazione morale, Bella quale essa era cadala.
Come un persona non militare e non pratica delle cose di mare, avrebbe potato presiedere ad un'amministrarionc marittima? Si riconoscevano le doti culturali e la preparazione politica del Cavour, ma non ai era icari della sua capacità a volgere le funzioni moderatrici di un organiamo militare navale.
Lorenzo Valerio, uomo democratico, rappresentante col Brofferio della sinistra parlamentare, antagonista sistematico del Cavour, concedeva, sul giornale Lm Concordia, che il Cavour avrebbe con la tua capacità potato far prosperare fono la Marina mercantile, ma era dubbioso assai su quanto egli avrebbe potuto fare per quella da guerra.
Del resto, lo stesso Cavour riconosceva la sua scarsa competenza e additava come ragione della sua nomina a Capo della Marina Militare, il fatto che nel parlamento subalpino non esisteva allora alcun rappresentante della marina che potesse essere nominato in sua vece.