Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <783>
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LA poltiìea navata tiett Piumoni a nel decennio 1849*18 783
diede II ,!>---<., deputati di Incoraggiare ti governo ad allestire la difesa dal Regno con im concm* numero di uomini e di navi.
La discussione generale duro piuttosto a lungo. Il deputato Mensbrsa pro­nuncia, a gledUio dello stesso Cavour. Ministro della Marina, Agricoltura a Commercio, un diacono pregevole e luminerò>, eh* tratto del sistema generale delranuntnistraaione dello Stato, rimanendo nel campo dello discussioni generali e lamentando cho il sistema amministrativo di allora noti fotae più in armonia ceni te libere latitualoui conseguite dal Piemonte.
II Cavour era consenziente al proposito di attenuare lo spirito, di centrali** sere prometteva riforme nella contabilita e ncirorganiszasióne .della Corte dei Coati, allora detta Camera del Conti, netl'aniministradone civile, giudiziaria e militare.
Ma dai deputati veniva richiesto al ministero un piano da/ùritiro por la sistemazione- della Marina Militare affinchè il Paese fosse illuminato tulio Inten­sioni di chi era al timone dello Stelo.
Senonehè il ministro Cavour osservava, nel diacono del 4 gennaio ISSI, che era necessario conoscere l'intenzione della Camera su. una questione- di' fondii-mentale imponenza, la cui soluzione avrebbe impresso un indìri/zo, piuttosto che un altro, all'amministrazione ed allo sviluppo delle forse marittime.
Cavour chiedeva cioè di sapere se al era disposti, da parte del componesti del parlamento, a trasportare la sedo della Marina da Genova a La Spezia, come en sua (orma ed irremovibile intenzione, conforme alle assolute esigenze di una sistemazione di due problemi: di quello dell'ampliamento e dell'attrezzatura com­merciale del porto di Genova e di quello deiroTganiaaazione militare.
Tuttavia la pendenza imponeva al Cavour una certa riserva nella formale* sione dei programmi definitivi, in materia di Marina Militare. Programmi inva­riabili, se pure relativamente, erano posai bili per l'Esercito: non lo erano altret­tanto- per la Marina, perchè < quasi ogni giorno (essa) subiva una rivoluzione >, quali potevano considerarsi quelle provocale dall'introduzione del vapore sulle aavi da guerra e dalla sostituaione della propulsione a ruote con la propulsione ad elica.
Inoltre, per un piccolo Paese, come il Piemonte, non era conveniente tentare esperienze su larga, scala, a somiglianza delle grandi najcioni, specie dell'Inghil­terra, che anche per Q Cavour costituiva un modello di .perfezione, degno di essere seguito.
II Piemonte doveva limitarsi a seguire le nasioni maggiori nei progressi delle asti e delie scienze e non precederle.
Perciò era impossibile proporre un plano definitivo; tuttavia, se la Camera avesse manifestato le sue intensioni sulla Marina ed avesse acconsentito ài trasferimento di essa alte Spezia, il Cavour prometteva dì presentare uri plano, det quale egli aveva già ordinato lo studio, se non definitivo, almeno che fosse 21 pia adatto alle condizioni del Paese e allo Stato attualo della scienza Militare Marittima;.
Fu promossa anche la riforma del codice penale marittimo, che era agata afiidsta dal Cavour ad una apposita Commissione; ma r lavori di essa furono sospesi la attesa che fossero portati ,a termine quelli della riforma del Codice Panale Militare, alte seopo di tenerne conto per il necessario coordinamento.