Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <784>
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Sunt* Romiti
IV, Si affacciò alla Cameni U questione Sedi servi** del u*porto pesaegv ,4--r par fa Sardegna.
IH* Commissione ifal Bilancio avevi proposto ili affidarlo ad una Società privato di toglierlo alla Marina Militar* che vi impiegava le nu navi vapore. Ma il Cavour, come del reato era opinione anche del Lamarmora, ai dichiarava diapoato ad accordare un servizio con regie navi a vapore par repri* mere il contrabbando largamente praticalo lungo le corte dell'isola* da chiamerai erviaie doganale militare e civile, ma non riteneva compatibile carrellare con le stesse navi anche {1 traaporto dei passeggeri, per il semplice (atto, che, avendo neeteaariatnente le navi nn itinerario a orario fisso, I contrabbandieri sarebbero tati automaticamente avvertiti del loro arrivo nelle varie locali}.
Spirito di economia, dati 1 tempi di dissesto finanziario, animava non solo I invernanti, ma anche i rappresentanti del Popolo in Parlamento. Il deputato Valerio tempre all'opposizione, ebbe modo di chiedere l'abolizione di una somma assegnala al Comandante Generale della Marina, in Cenova, per spese di rappre sentenza, che ammontava ad 8.000 lire annue, eomma In quei tempi di un certo rilievo. Il Cavour, desideroso no< meno del Valerio di raggiungere il pareggio del bilancio del ano Dicastero, non dimenticava pero il necessario decoro, col quale dovevano esercitarsi le funzioni del comando. Dopo l'abolizione del Coverà natorato di Cenova, era il Comandante Generale della Marina che doveva ricevere i rappresentanti delle Marine calere, le quali sempre e dovunque avevano tane e facevano, in casa loro, dignitosa accoglienza alle navi arde.
Per permettere agii ufficiali di non perdere le loro doti militari In funzioni non pecifiche della loro carriera, Cavour era diapoato a creare un Ufficio di impiegati civili preato 11 predetto Comando Generale: tuttavia egli non dimen­ticava che ogni riforma nel sistema amministrativo ed ogni economia dovevano essere attuate sempre in conformità della giustizia.
Fervida era, presso l'opinione pubblica mantenuta viva anche per opera degli interessati (e naturalmente arrivò anche alla Camera), la questione riguar-dante fa soppresàonm dal corpo dei piloti, che venne proposta dalla Commissione del Bilancio
Quando nel 1849 era aiata decretata l'asalinllazionc dei piloti agli Ufficiali di Vascello (Stato Maggiore), sulle navi che trovavanai In Adriatico, agli ordini dell'Ammiraglio Albini, erano accadute manifestazioni di protesta, specialmente da parte di Guardiamarina, che, per il detto incorporamento, erane venuti a trovarsi parigrado coi piloti, ovvero, peggio ancora, in taluni casi erano alati sottoposti a costoro. Una protesta collettiva, con la presentazione di dimissione in masut, fu lasciata Inoltrare al Minuterò da quell'Ammiraglio, cota che egli invece avrebbe dovuto impedire secondo i precetti di una tana disciplina mi­litare.
Quindi la proposta di topprestione del corpo del piloti, (alta alla Camera, rappresentava in quel momento, olire che una fatela di interessi morali degli Ufficiali di Vascello, arfehe una manifeatatione di spirilo reazionario, estendo ben note la origini di nobiltà del corpo degli Ufficiali di Stato Maggiore.
Pertanto 11 Cavour, che Intendeva imprimere alla Marina un carattere tue*: derno di democrazia trovava la proposta in contrasto coi suoi intendimenti, e non poteva secondarla.