Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <786>
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786 Svola Romiti
VI. Altro preoecupaslone eliti ministro Cavour, non ultima fra tutta U ultre, fa quella itolla Uoaaiana alatunte a bordo dotta navi da Corra* ove faee-vano MTVIWO allievi macchinisti maarhinitli MronieW. Noti poteva 11 Cavow ignorare quale importanze uveite, per la disciplina, par il buon andamento dal servizio, ina opraitatte per la dignità morale, per la ttcurczaa e la falcila olio Stalo. lVlinlna*ionc del personale di macchina atranlero e bi sua *otituì<,nr roa allievi e macchinisti naalonalL Era naturale che nelle murine Italiano- (anche io queiU napoletana H fenomeno *ì verificava, con grande rammarico di Ftrdb mando ID, etilica acro macchinisti stranieri, poiché rapplicatione del vapore albr maechiee marine tS era verificata. In precedenti*, in America ed in Inghilterra, Pertanto In (desi, in grandissima parte* erano I macchinisti ndle nari da verrà e mercantili italiane, e tale alato di cote *t protratte per vari anni ancora, alno ul 1359 ansi fino al 1866.
II Cavour attribuiva carattere di argenta albi soluzione di questo problema, e obito aveva domandato alle grandi manifattore di Maniglia ed alle pia impor-tanti officine di Londra, quale aarebbe itala la spesa di mantenimento di alcuni allievi presto di cote; anzi aveva anche inviato a Londra in missione no Ufficiale di Marina, per tale tropo.
Era ano programma di scegliere I migliori allievi delle scuole Industriali e inviarli a ciudi are prima nell'Arsenale di Genova e poi In una delle fabbriche delio Stato a cominciare dalla Scuola Industriale di Biella, e ciò per conseguire due copi: cioè per ottenere macchinisti, 1 quali servissero non soltanto per percepire uno stipendio come accadeva per gli trameri, ma anche perchè animati da sentimento Matonaie; per favorire inoltre la Scuola Industriale di Biella, don­dole una prova di fidaci a.
Il Cavour inoltre era paaaato anche ad iniziative concrete e non aveva man­cato di introdurre net Paese una fabbrica di macchine: al era rivolto al Signor Taylor* che aveva un grande stabilimento industriale in Maniglia, ed aveva evolto opportune trattative, anticipandogli 750.000 lire, che per quell'epoca rappresen­tavano un capitale ragguardevole. Ha 11 Taylor non era rinacllo a mantenere l'impegno assunto, perchè la predetta tonimi era rivoltata uiMimclcntc. e perchè, emendo in quel periodo D credilo tnduatriale caduto in crisi, egli aveva dovalo pensare a salvare la sua industria in Marsiglio* Si era quindi limitato a fornire ai privati ed al Governo solamente macchine di minore importanza.
Ma il Cavour riaffermava alta Camera la ma convinzione della necessiti di applicare il principio della divisione del lavoro anche in tale settore, e sosteneva che sarebbe aiolo no grande errore il pretendere che una stessa fabbrica co­struiate locomotive e macchi ne a vapore. La divisione del lavoro, affermava egli, aveva consentilo all'Inghilterra, di raggiungere un alto grado di perfezione indo-, striale; pensava tuttavia che il Piemonte non avrebbe potuto imitarla del tutto, perche le co adizioni economiche non ce Io permetterebbero, ma peri dob* buono, sino ad un certo punto, attenerviti anche noi. Il volere che una soli fabbrica faccia ogni sorta di macchine, dalla carrucola alla locomotiva, e, a mio vredere* nn grandissimo errore >.
Comunque non riteneva possibile resistenza in Saroplerdarena di un'officina di macchine a vapore, giacche, nello Stato, si costruivano vapori in numero eoa] piccolo che questo non avrebbe permeato di loatenerla con lo ordinaiionL