Rassegna storica del Risorgimento

LEOPARDI GIACOMO
anno <1918>   pagina <117>
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Giacomo Leopardi e la Polista
Leopardi e la prima ragion del suo fascino è la sincerità. Aleardo Aleardi mi diceva : Tutto è sincero nel Leopardi : ne'suoi Canti si scorge persino la sua gobba .
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Ecco un fatto curioso, che contrasta coi sistematici rigori delle auliche censure. La censura ecclesiastica di Bologna lasciò pubblicare, nel 1834, le Canzoni del conte Giacomo Leopardi, coi tipi del Nobili e e Gomp., compreso Bruto minore, sprezzo della vii-tu, apologia del suicidio ; compreso Ultimi) canto di Saffo, dove la greca poetessa in­felice parla, o meglio, delira da suicida ; compresa la canzone ad An­gelo Mai, con quel feroce allobrogo che dalla scena move guerra ai tiranni e col nulla che siede sulla tomba fratello della fosco-liana speme ultima dea che frigge i sepolcri , E dire che quella canzone consacrata al Mai era stata proibita dal Governo austriaco, quando apparve là, proprio a Bologna, nel 1820; e cosi le due prime canzoni !
Il permesso della pubblicazione del libro concesso dall'autorità ecclesiastica bolognese, che si lasciò ammansare, sembra, dal Bri-ghenti, è firmato da treveensorii giBjgonaggi : dal cardinale Carlo Oppiz-zoni, dal priore Mandini e dal caceHiere Passaponti, anch'esso prete.
La pubMcazioiiB fu fatta (stavo per dire perpetrata insaputa del padre del poeta. Il conte Monaldo, inorridito delle audacie del figlio, si sarebbe affrettato a mettersi in facile accordo coi teologhi censori bolognesi per sopprìmerla come un attentato ai principi! d'or­dine e di moralità. Come il rigidissimo patrizio rimanesse appena la ebbe tra le mani, è facile immaginare. Fuoco al convento... di Recanati I
Quando la due prime canzoni civili apparvero alla luce, la prima volta nel 1810 con la data del 1818, ;il poeta aveva scritto al Gior­dani : So che a Roma ?' è.'ovntó telen tare assai per carpire un im­primatur . JS il padre conte Monaldo aveva imposto al Brighenti di non rista capare mai più le due infette canzoni All'Italia e Sopra U monumento a Dante che si preparava in Firenze.
In Spagna era in tatto, divampata la rivoluzione : a Napoli fremeva Imminente: a Milano i Carbonari del patriziato e della borghesia colta, preparavano il resto eoi miraggio di Carlo Alberto.
Se il Leopardi fosse vissuto allora a Milano, si sarebbe associato" ai letterata Gai-bonari ? Certo più ad essi che al Monti e seguaci si sarebbe rivolto il suo cuore e il suo passo ; quel catur eimple et hard/I, come lo defluisce Alfredo de Musset;. tanto è vero che i poeti, degni del nome, hanno esatte intuizioni.