Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <792>
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fu 6HU ja Miwcrulone Moina rfi I*. 250,000, per I llr'u eli* fu hiiùata il I* igeate ti quell'anno col plreseifo Lomlwrdw > di tono- 234, che riaaJtavi sUora il iii volere a comode piroscafo Ini Mediterraneo,
La Società RubettJno ittnuntle al pubblica **** 1* partenze per Cagliari e par Porto Tarn* avrabbeca avuto luogo lire velie al meato lina a Ittita il 18?, a dopo Illa etnia* sarebbero divenute settimanali.
fi* fera eestruiro allora <hu< pirografi ad elica, che furoaa IV Italia li AIO lonnaUate ed Q -. Sardegna >, di 600 tonnellate.
Et Rabattino ed ti Cavour sembravano foni a posta per intenderti a per completarti a vicenda per la viluppo della attività marinara del Paese. Il prima, dupo noi molli metl dall'agosto ISSI, propose al Cavour di pralonipva dm a Tunisi la linea Genova-Cagliari: ma il Cavour ai limito, per il momento, ad caaminare- con cura la proporla, giacché, tenta precipitare la derisione, egli ti proponeva di tare nn esperimento, per meno di piroscafi detta Marina Militare. *, secondo il multato dì caio, ai farebbero poi stabilite le condizioni della con* vettsione. Tcfrltre Vii Cavour riteneva neceatario di dover prima procedere alla riformai delle leggi unitarie, ebe invece fu poi ritardata.
Le condizioni finanziarie dell'Azienda di Marina erana molto gravi* tanto ebe KÌ sentiva l'opportunità, per colmare il ano disavanzo, di vendere ' del rapali tàfU [-be' tarebbero atati aostitultì dallo due (regate ad elica ebe il governo aveva già ordinate. Il Cavour decite* tentiti gli organi detta Marina, di vendere al Rabattino il regio piroscafo e Monxontbano >, il coi valore dopo appoaita stima, fu fiatato in 300,000 lire, e che, in ceto di guerra, il Rabattino avrebbe dovute rivender* allo Stato, allo eletto presso, diminuito dei 109. Ma tale proposito del Cavour fu frustrato dal parere contrario del Contiglio di Stato.'tebbene la vendita proposta appariate conveniente aia alla Marina, aia agli interessi del commercio.
X. Ma il programma marittimo del grande miniatro, come abbiamo aeccu* nniot antivedeva e non mancavi di audacia al pari di quello riguardante li politica internazionale.
Nel 18S1 la Compagnia Americana LewingttooWeUa aveva domandato al Cavour le conceaaione di una linea di navigazioni; fra Genova e gli Stati Uniti* ed il Cavour che bene aveva accettilo la proposta, promlae una sovvenzione governativa di 2501 mila lire, pari a SO mila dollari. Sembrava ebe li coti ti potette rapidamente attuare scnonchè passarono due anni e nulla fa conciato* perche a quanto sembrò, la coro* pagnia chiese al governo tardo non più 50.000, ma 100 mila dollari ed altrettanti ne chiedeva al governo del tuo paese, che vedeva con simpatia il progetto della impresa.
Nel frattempo l'idea lanciata dagli Americani, ftt raccolta da alcuni finanzieri genovesi, che vollero cimentar** nei tentativi della navigazione transatlantica, già fatti da Inglesi, Frinccai e Belgi, non troppo felicemente.
Un < Comitato Promotore li ani Compagnia Trantatlantica >, al quale prese parte anche II Comandiate detti R. Scuola di Marina di Genova, Emilio Pelletta, intimo amica del Cavour, fu coitimito nell'aprile 18*2, con 10 milioni di capitale, di cui otto Venati, per esercitare una linea commerci ale tra Canova e Monwvideo. Il 4 ottobre di quell'anno fa regolarmente creata la Compagnia Tranttttfaiittca, la quale volle estendere l*eacrcL*lo inehe al Nord America* approfittando dalli carenza