Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
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1952
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Sonia Romiti
Col che egli riaffermata la eoe piente linea ili condotta, del giuste 11 la volontà di non velar fera II protesse al pattate*
Per 0 naviglio militare rleonoiceva la necessiti di costruire fr.-.-nt.- ad alien, che alien dovevano essere ordinale in Inghilterra. Bisognava fame caetnlra slaaena ima, che poi arebbe servita di modelle. In Genova Invece ora conveniente, allora, far costruire navi a vela; mentre per le nari miste, al sarebbero dovuti adoperare) motori di fabbricazione inglese.
Nat azteeeaaìvo anno 1853. durante la discussione del bilanciò, egli ebbe occasiona di riapondere al rilievi del deputali Valerio e De Viry, il prime dei quali aveva aaacrito una decadente della Marina, che non poteva reggere al confronto di quella clic era al tempi dell'Ammiraglio Dea Geneys, né dal lato del materiale. né da quello del personale; mentre 11 secondo aveva sostenuto che esisteva una aela (regata atta a tenere il mare, la quale era il Seti Giovanni:*,.
Il deputalo Valerio i ingannava, diceva il Cavour, perchè il cantiere della Foce di Genova, aveva i tuogaxsìni pieni di materiali, 1 quali inoltre erano Mata posti anche nei locali del Lazzaretto, che al erano re* liberi dopo le ultime riforme sanitarie; ed anche perche nell'arsenale era alato instaurato maggiore ordine e più forte disciplina, mentre al tempi del De* Ccneys ivi i erano dovute adottare mirare severissime.
Inesatto era quanto aveva ottenuto II De Viry, polche dopo il 1849 al erano riattati tutti i legni, ad eccezione del Dea Gcneya e del Bcroldo*; né ai aarebbe potuto fare di più, poiché nel cantiere delta Foce v'era posto soltanto per due bastimenti o al più per tre, e non esìsteva affatto il bacino di carenaggio. Quindi non era Malo possibile riparare contemporaneamente 1* Euridice >, r< Aquila, 1* Eridano >, il e Colombo* e le due fregate, mentre per il Dea Ceney* > e per il Beroldo > era Mata giudicata Inopportuna ben a ragione la loro riparazione.
Possedeva allora (1853) la Marina sarda quattro fregate pronte a prendere il mare, in ottimo alato, che erano migliori delle navi che esistevano al tempo: dell'Ammiraglio Dea Genova. Esse erano il San Giovanni >, 1': Euridice >., Il <Covernolo> e la < Costituzione X Tale fatto non ai era mai verificato alno a quella data. Dovevasi poi aggiungere 11 e San Martino* pronto fra pochi mesi e, nel corto di quell'anno, sarebbe Mata pronta anche la fregata ad elica, che di gran lunga avrebbe superato, per forza motrice, tutte le navi che erano appartenute al Piemonte.
Inoltra In alato di perfetta efficienza, per eaaera tati riparati dopo la guerra del 1849, cinque bricka, cioè T< Aquila*, IV Aurora>, l'è Eridano >. il Colombo* il Daino*; I due piroscafi Malfetano* e Monzambano > erano stati migliorati assai, perchè Ingranditi, o, come diceva il Cavour, erano Mad dilatati*.
Tali brillanti risultati inducevano il Cavour, Ministro delle Finanze e presidente del Consiglio, ad Invitare la Camera a voler indicare a quale altra epoca ai fosse, nel passato, riscontrata una .limile efficienza di naviglio.
Il deputato Valerio insisteva che non I dovesse giudicare la bontà della Marina dall'abbondanza nei magazzini, dagli arsenali e, quasi neppure dal numero delle navi, ma era necessario tenere massimo conto del personale, per il quale egli era costretto a conMMare con dolore la decadenza, specie per- il corpo degli ufficiali, 1 quali lasciavano a desiderare, secondo Ini, per scienza, per ordine e per disciplina, Il che sembrava confermato del frequenti incagli di navi.