Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <801>
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tcntbrc di quell'anno. In stessa (regata ai OsTere di grondar parte all'austro cootre Sebastopoli.
Ma U tprdtsiene la Crimea fu per IH Marina sarda il collauda di tutu ti Mia orgamixariono logistica,
A cominciare dagli approvvigionamenti dì materiali. pr passare u noleggi di nevi vela ed vapore, (aiti .4 sussidio di quelli stipulati dagli bigie*!, elle ucrcaalw spedizioni di materiali, avvenute alla partenza delle truppe, nel gimmo e nell'ottobre 165S, alTorgauinazione delle ba di Costantinopoli, elio sgombero dei feriti, elle navigazione in Max Nero, difficile per condizioni naturali e per le nianranM di idonei rimorchiatori, ed He più difficile situazione di aberro nell'insani dente approdo di Baiaci va, noi troviamo nna contino opera degna del msaaimo elogio e che cotronota della vittoria finale, suscitò fiducia ed orgoglio in tutta il Piemonte.
La Marina arda concorse ai trasporti con quindici navi e vela, con sette regie navi che furono la fregata < Carlo Alberto >, l'avvino e Anthion >. le corvette
< Tripoli e e Mattatane >. la pirofregata e Costituzione >, i piroscafi Govcrnolo e Varo >. t- quali tutti i unirono ai ventuno piroscafi, agli undici velieri ed alle due fregate Rcsittsncc > a vela, e < Vulcan > ad elica, di bandiera inglese.
L'imbarco delle truppe e dei materiali, avvenuto nel porto di Genova, diede modo al Cavour di consolidare ancor pio, mediante aopraluoghi personali la sua salda opinione, tante volte proclamata, delta insufficienza di quel porto nei riguardi militari e dell'assolata necessita di trasferire la Marina a La Spezia.
XV. Il Cavour negli anni della guerra di Crimea non aveva omeaso di sviluppare le industrie navali e meccaniche, per fornire 11 Paese dell'attrezzatura necessaria a rendersi, il più possibile, indipendente dalTeatere. Allora lavori di riparazione e dì costruzione navale, in Mediterraneo; erano solo possibili a Mar glia ed a Malta; egli volle dotare anche il Piemonte di officine e di stabulatemi che fossero alTalteiza di tali compiti.
E qui occorre far parola dì un grande palermitano, di Luigi Orlando che dall'isola, insieme con i suol fratelli, era emigrate negli tati sardi e si era stabilita a Genova. Egli aveva impiantato un'officina in quella città, fuori Porta Pila, un'altra a Sfuria ed un'altra ancora a Sampirrdarena, ove produeeva turbine, torchi per olio, macchine tessili e motori.
Nel I8SS Vofficina Orlando svolgeva attività navale, giacche il Rubattiuo, diventato amica dell'Orlando, gli aveva affidato le riparazioni dei suoi piroscafi, le quali erano le prime che ai eseguissero in Italia. L'Orlando riusciva ad ottenere la fusione ,e la sostituzione dei cilindri delle macchine marine.
Gli Orlando inoltre istituivano una linea regolare di navigazione tra Genova r Maniglia, che fu esercitata da un'apposita Società, per meno del piroscafo
< Salvatore > che fa il primo piroscafo ad elica di bandiere italiana è che fu messe al comando di Giuseppe Garibaldi che aveva con sé; in qualità di mezzo. SUO figlio Menotti.
Nell'officio Orlando venne anche eseguita la prima riparazione del vapore m legno e Colombo >, Il quale aveva subì; una rottura al cilindro della motrice; essa ebbe atto felicissimo. Nello tabillmeniio della Pila venivano pel Istruiti i primi maechinUti Italiani, tutti allievi dell'Orlando. Nell'estate del 1835 ebbe