Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <804>
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Sknto Romiti
Riassicuro II deputato Cotta di Deauragird, Il quale Lutiievu che riagbjllsrra spinge*** il Piemonte trasferire le baae navale alili Spella, per ioipan>onìrsrn-, alla prima oee*.Uvite, e farne poi una seconda Gibilterra, uiehitnujtlo che ti*< Lord Abercrorabv rappresentante diplomatico Inglese a Torino w almi diplomatico I cren* pronunciati anll'argomento, anzi il primo ero contrario al tratte*i meato della Marina. Noi caso poi eoa l'inghiltcrr* avesse operato nel tento indicato dal dopo* tato Cotta, la Francia, data la breve dittarne della Speda da Tolone, tema dubbio avrebbe impedito la tua azione.
Aggiungeva U Cavour, rispondendo al deputato Solaro della Margherita che 1* Francia, intcreaaata ad avere un Piemonte forte ed amico, non doveva ritenervi nemica, perchè il progettato trasferimento era un mezzo necessario per sviluppare nna marineria ebe difficilmente le tari ostile, e che potrebbe, per avventura, eatcrie di non spregevole soccorso >
L'Austria poi, egli non sapeva te fosse o no conlenta, ma essendo il progetto destinato a evìbrppare la Marina Militare, pensava ebe ette doveaae estere con­traria.
Passo poi ti Cavour a parlare dei due principali motivi ebe erano: Vimufu-cienxs ataolota dello stabilimento militare di Genova per i bisogni di una Marina Militare tepore, rome oramai doveva essere anche quella tarda, ed I difetti di epici porto per il commercio e la navigazione, difetti che gli aveva studiato, sto dà quando era entralo nella vita pubblica e al era preoccupato di aumentare la ricchezza del Paete. Appena Mlniatro, nel 1850, di inteta col Ministro della guerra, aveva propotto nn provvedimento in merito. Aggiungeva queste parole di fede: Una convinzione che dura tette anni e che non! e stata indebolita da infinite difficolti, da opposizioni molto forti di ogni maniera, una convinzione potente che ha le sue radici nelle pia alte considerazioni politiche ed economiche, è stata la sola nostra consigliera >..
Queste considerazione dovevano rendere vane": le accuse del deputato Pareto, che aveva ridestato gelosie viete e mal sopiti rancori municipali, mentre la nazione verteva in diffiriliasime condizioni che erano peggiori del ferro dello straniero.
Nel 1.850,. il progetto presentato dal Cavour e dal Ia Mannara, circa, il traste-rimento e la coururiorie del dock non aveva trovato favore alla Camera, sia per la tua novità, aia a cagione delle gravissime difficoltà finanziarie ed economiche, in coi verteva lo Stato. La Commistione parlamentare* tenta votare contro aveva invitato il Ministero a fare nuovi ttndi ed Intanto ad eseguire lavori che sarebbero stati tempre utili al porto di Genova, rioè dì prolungare il molo e di aaticurare leacavatione dei fondali.
Avevano partecipato al nuovi studi il Municipio * la Camera di Commercio di Genova, ed il Cavour, nella primavera del 1852. aveva concluso un accordo con quei Municipio, che avrebbe gettito il dock, mentre lo Stato avrebbe garantito il prestilo del 21 milioni necessari ; ma nulla ti era fatto da parte di quel Municipio, il quale era divenuto esitante di fronte a sueeestlvi progetti.
Era tato allora che 11 Ministero, non pel tramite diplomatico, ma in via amichevole, aveva invitato a venire a Genova l'ingegnere inglese Rande! di Indi scussa fama. Questi aveva esaminato I progetti; ti era recato alla Spezia, e, pattato per Torino aveva detto al Cavour, che Genova non era un porto, ma una rada.