Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; MARINA ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1952>   pagina <805>
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Egli aveva compilato Un piano, che ai sarebbe- dovuto attuare da su Compagnia Nai'i.jm.ilc, alla quale avrebbero partecipato rapitali torinesi gefioveali aia jkl guerra in Crime*, scoppiala B1 frattempo, aveva paralizzate ogni inuiativa
Era Malo necessario nal 1856. al ritorno del La Mormora na Ministero, di modificar* U piano Rondili, perchè occorreva creare un bacino di carenaggi par Mri di 800*1000 tonnellata a par i plroeeafi, nell'interesse dello sviloppe delia oavigaslone a vapore e della grande navigazione. 11 Cavour dicava ai deputati: a finche, noi saremo costretti, ogni qualvolta occorre una riparazione di qualche importanza, di apedira le noatra navi a vapore, come ahraal bastimenti di grotta portate, a Maniglia, a Napoli od in Inghilterra, aignori, la neutra navigazione rimarrà inceppata e non raggiungerà quello viluppo a cui può pervenire.
Non poteva affatto corrispondere al varo, l'ostilità, che egH avrebbe nutrito contro Genova, aecondo le anermasioul del deputato Parato. Intatti egli aveva proposte la ridazione del diritti marittimi e la riforma delle vecchie.leggi unitarie-, ala quali Botavano pareggiarci a quelle naiateati ai tempi pia barbarla. Aveva propugnalo Io pia. larghe riforme doganali di Europa, aveva abolito il dazio ani cereali gravante maaaimameate an Genova e ralla Liguria; aveva promosso, di intesa col Palcocapa, l'cacavaziotto normale dei porti, facendo in Genova, in due o tre anni, 10 volte di più di quanto aveva fatto il Municipio, quando .irumini-strava il porto. Aveva Inoltre proposto di prolungare il molo di 150 metri, anziché di 300 come desiderato da alcuni, perche eoe) era auto consigliata dallo ateeeo Rande!, salvo, te non ai foaaero ottenuti i vantaggi sperati, a prolungarlo tino a 300 metri; aveva rimediato con tutti t possibili palliativi al difettato regime del porto ed aveva-!1 costruite ed ampliate le eoe calate.
Egli comprendeva II rincrescimento del genovesi, per l'allontanamento della Marina Militare, ma aggiungeva che tale sentimento riposava an cuna falsa ceti* maxione dello tato delle coae>. H
e La trini iz ione delle glorie genovesi, o signori, viene conservata dagli ardi* mento? marinai che Genova e la Liguria somministrano allo Stato e al commercio. Dappertutto dove vi e una nave equipaggiata da marinai genovesi, là vi è la tradì-rione delle antiche sue glorie, e noi, o signori, col cercare di ampliare questo commercio e renderlo più fiorente e più grandioso, noi nel fare al che gli odierni stauilìmenu militari alano in rispondenza coi nuovi bisogni, nella stessa regione ebe erano gli antichi stabilimenti genovesi, io credo che facciamo ossa! più per conservare gloriosamente quella preziosa tradizione che ci venne tramandata, che non quelli che vogliono mantenere in angusti e insufficienti confini la marineria militare, e negare al commercio e alla navigazione quel mezzi che sono loro indi­spensabili >.
A queste parole di esaltazione patriottica, teneva dietro il pacato ragionamento sulle opera pubbliche intraprese, come le eoatrozlonl stradali In Sardegna, il com­pimento del catasto, le ferrovie da costruire attraverso le Alpi, la ricostruzione delle carceri, le quali tutte, confessava egli, in eerti momenti erano per farlo agomentare, perchè egli credeva non esservi esempio di una nazione che abbia, ad un tempo, posto mano a tante e al vaste intraprese >.
Queste però erano < d'indole altamente riproduttiva > e dovevano necessaria-menta procacciare all'erario compenai diretti ed indiretti, il che era confermato dal l'accresciuta ricchezza del Paese, verificatasi negli aitimi anni.
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