Rassegna storica del Risorgimento
1849-1859 ; VENEZIA-GIULIA
anno
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1952
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pagina
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811
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Ben diversamente alla fin et 1850 TrJest aerala OB profondo sincera vtuii.iimno Ciawftpo Verdi Io occatione della primo rappresentazione dolio o Slif fello il l? juswmbre.
L'ordinanza importala 9 febbraio 1852 eatandeva U leva militar* a Trtwle, Fiumi. Buccari. fino allora esenti da cale obbligo. A Trieste sì impose il mingente di 170 uomini, Estrema fu l'agitazione destata liti ritta da questa ordinanza, srmv lo, storico austriacante -1 Di questo tato d'anima ri rese interprete presso firn peratare una commistione del Consiglio comunale, durante la vitdta imperiale del 10 mano 1852. La Uva cosi fu rimandata di twi uni. Prima che il termina scadente* il 29 eettetubre 18S7 un'altre commissione visito a Gorizia l'imperatore, che di-meaaò il contingente, purché la città continua*** a mantenere il battaglione delle milizie territoriali.
Il S novembre 1860 ci doveva eaaere la rassegna del battaglione, che fu rimandata, cosi ai dime pubblicamente perchè, i militi non erano ancora sufficientemente introiti. La realtà invece era a che i militi in quel giorno dovevano giurare alla bandiera, e che il {puramente era tato rifiutato. Il battaglione più tardi fu sciolto ma anche la leva fu, nel 1860, rimandata di no paio d'anni dalTimperatore con tale motivazione: In conaiderozione del nomerò vistoso di volontari triestini nel mio esercito rilascio, in atto di speciale grazia, a questa citta per la leva in cono ti completamento del contingente mediante estrazione a aorte dei coscritti. Il numero viatoao di volontari triestini ncireaereito austriaco durante la guerra del 1859 fu di seasanlaaci. Per una ritta fedelianma di 60.000 abitanti non c'era male.
Si penai invece ai volontari a.c<or4 doll'altr parte, rischiando là vita non soltanto in guerra, ponendo un fronte fra loro e le famiglie* buciate in balia della reazione nemica, ai comandanti Uoydiani che rifiutarono il comando delle navi impiegate contro l'Italia.
Durante Cotto il decennio Trieste mantenne il contatto con le organizzazioni nazionali. II Partito Nazionale aveva quali emù ori a Trieste il Rajbeiii. il Moller, rOrlandini il Fanti ed il Solitro, ebe mantenevano pure contatti col Tommaseo a Corto. L'uomo di fiducia fa Giulio Solitro, fino alla sua espulsione nel 1852 in seguito alla coperta della lettera del DalTOngaro da Lugano del 26 mano 1850, trovata appunto nel 1852 durante la perquisizione albi libreria Scbubart. cui si accennerà più avanti. Con un'abile difesa il Solitro al risparmio il carcere. Con la lettera il DalFOn-garo lo incaricava di unìni agli altri amici e di fare di Trieste il fulcro della attività mazziniana nei possessi orientali dell Austria.
La tenta lettera compromise anche fl Fanti, redattore dei giornali del Lloyd, che mantenne 11 più assolato silenzio e che fu pure espulso temporaneamente da Trieste.
La Società nazionale coordinò anche da noi l'attività liberale. Vi furono rappresentanti Arrigo flortis e Demetrio Livaditi. Domo di fiduciu del Cavour fu il rabbino
Tedeschi.
Di particolare rilievo sono i rapporti, fra la tipografia elvetica di Ca pelago e Trieste. Banche un accenno a tali rapporti fosse già stato scoperto nel taccuino de] Dottetio, solo per puro caso* nel maggio del 1852, un doganiere trovò nel brigantino aardo S. Giuseppe a, comandato dal capitano ligure G. B. Massone, tra le caste, che. touo il nome di merci diverse, dirette a Giovanni Spcrandio di Carfu, contenevano Invece
Tedi nota I a p. 809.