Rassegna storica del Risorgimento

BRESCIANI PAOLO
anno <1952>   pagina <815>
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Jm Mpsraavwi deiHburall non I dUtingunao ori dulia Tfvfrliitiitnffrancante ilri Terrete, del pì.iciliìnimvi. dalla nni*wneritt, o aonirUUiru dalla levala di nidi che, ancor riunì detta rivoluzione, aveva provocato l'espulsione dai gnaulìi da entità. Europa.
Che tari, t'-'.-u quell'acuto spiritò di osservarion* che gli era abituale, in sostanza, ebbene- eoa lo dica esplicitamente, nel miti correnti di Uberto, iadipendenaa, usila t rimili, f lì vede quello ha oggi da noi potnbbc vederti, dei simboli, rio, o pretesti per l'azione.
Che vi vada nuche un'esigenza storica, giustificala* cioè, dal tergere di una nuova toriata e quindi di nuove forme di eultnra. di mm mutata economia, di diverti rapporti tra le clami, non potrebbe certo affermarci. La ta è una constatazione eba riguarda un eerto ordine di fatti, connessi bensì e intimamente legati l'uno con l'ititi-, ma tali eba in realtà una cwuw non dovrebbero averla, perche nessuna ragione ci aarebbe da dare della necessita, dagli innovatori sostenuta, di mutare i vecchi ordinamenti. Se di una causa può parlarti, bisogna pcnmre a qualcosa come a una malattia del corpo sociale n veleno che corroda un organo per M aie*ò; sanO,èd efficiente. Bisogna, insomma, pcnaare alla tetta, perche tutto lo che ri muove e ri agita al di fuori o al di opra negli organi detta polizia e dei governi, detta chic, del gemuti, non che l'emanazione della tetta. Sotto quoto nome, che deve far pensare a un'iatorin-zione tenebrata, dappertutto presente e capace di tutti i delitti, ri comprendono non aoio . mazziniani, ma i liberali, anche più moderati, ne ri etcludono i segnaci del romanticismo, anche te alieni dalla politica.
Cosicché nel Bresciani e sempre evidente la contraddizione di ehi da un lato non ri.:bucia sfuggire lu compleaBa natura di un problema che affonda la tue radici negli annètti più diversi detta vita sociale, e dall'altro ne rifinta ogni spiegazione teorica.
Ecco, per esempio, la Guaine Italia in un protagonista dei noi racconti, Lionello: In questo frattempo vi ri ascrisse sotto Mazzini e v'era del più caldi arruolatori, TI dico, il vo, ci ho gusto che tu non udissi leggere certe avventure piene di defitti e d'orrori; certe orgie notturne ch'egli frequentava; certi covi infernali in che t'avvolge* nei'giuochi vietati, per le lascivie, per te conventicole dì tetta, per le diaboliche dedica rioni . E che cosa siano queste diaboliche dedicazioni ri piega, chiaramente più appretto: a nell'ultimo aacramento delle Sericea illuminai* ri donano, ri aerano, dicami al demonio a naturanti epa esse. )*ta tonando) con un connubio che gli rende dna hi ano spirito e in ana carne, poiché cari t'unificano col diavolo e il diavolo t'incarna in loro .
Cori come nella sete di odio e distruzione attribuita alla Ciaviat Italia e con casa indistintamente atta Carboneria o in genere atte società, segrete, ri mescolano insieme il divino e l'umano, di modo che chi combatte contro il presente ordinamento d'Italia ri rappresentto come un nemico di Dio e dell'umanità, ugualmente, ripetiamo, non ri distinguono nei programmi e nei melodi di lotta né -"rione rivoluzionaria di quel tempo e del aecow precedente in Europa.
Per dimostrare infatti il carattere sanguinario dei seguaci detta Gioviti* Italia ri citano k minacce* di Proudhon, di Fonricr.di Cabet, di Leroux e degli altri so­cialisti e comunisti, i mt nii a ci stampano aperto su] viaO che bisogna scannare e impiccate tatti quelli che non parteggiano con loro. Più oltre ai mettono nello team fascio, tempre con Mozzini, la Compagnia della morta di Ancona, la quale uccide di bel giorno, per le vie più popolose della citta, il fiore dei cittadini