Rassegna storica del Risorgimento
BRESCIANI PAOLO
anno
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1952
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pagina
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816
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1 *' Virgilio Titone
con crudeltà fciucì*iiiii , la ti Appaia con IN VtMtimnd di Brema 'altre iitì-.)ni-".Nw,;.'uv terrurUtiehc.
Che usi t va più In là.
Le società segrete, aggiunga ti Bresciani, tono niral'sllro che 0 dragone, la bestia drU'Apcatiar:et aditravcrunt draconem. qui dedit potestatrm beatile et adurave nini betti sm. La adorazione della bestia, a dot l'imbestiarai. l'indiavolarsi ovvero 11 tr**naturani In Satana, costituiscono il finti ultimo e l'intima natura detta rivolo** ne. In tal tento queii'ultìnia e. una, da BobeaUem a Proudunn. dai Carbonari olla 6wrìe Julia, da Magrini a Caribaldi.
JE Vero che tali velenose accuse si ledono in racconti che non sono storia. Ma eulla veridicità statica di esse il Bresciani inaiata ripetutamente, specie nelle sue lettere. Cosi m vna lettera a un sacerdote, datata da Roma, 8 ottobre 1350. ai legge: Oh ignor mio, creda pure che lo non dico il millesimo delle sconcezze, dette viltà, dette fanciullaggini e delle frenesie che ai commisero in Roma nel 47-48-49. La parte drammatica delI*orao dì Vanna, owneno i dialoghi, sono a verbo a verbo la maggior parte uditi cu* miei orecchi e i fatti veduti cogli occhi miei .
lo stesso ai dice in generale degli altri racconti, nei quali il Bresciani veniva ritraendo tempre con lo ateaao utile le vicende contemporanee.
Che una, può ricorderai come contemporaneamente la Civiltà eattoliat, esponesse, nel fase, LI, p. 270, l'ultimo miatero a dette sette moderne: la sanguinaria consacrazione al demonio, fine ultimo di tutti i rivolgimenti presenti.
Come una e la rivoluzione, uno ugualmente deve dirsi il terreno su cai le è possibile attecchire.
DB quando, osserva il Bresciani, sempre nel Lionello, al supero o. meglio, fu meaao da parte l'universalismo medievale, il concetto, cioè, di una società criatlana che, facendo capo a Ceaare e al Pontefice, aveva per base il diritto romano e le leggi canoniche. i governi credettero di chiuderai in casa loro cotte leggi, cotte monete, cogli BtndL eoi vescovadi, colle manifattura, eoi commerci circoscritti entro le proprie frontiere, facendo un monopolio universale di alato. Cosi torse il concetto di nazione, in contrapposizione con quello, più vero e naturale, dì patria. La patria non eludeva da nn lato il particolarismo locale, dall'altro l'universalità della società cristiana. Patria xm per il cittadino del comune la città che gli aveva dato i natali, come lo sarà più tardi per i rispettivi sudditi ciascuno dei pìccoli stati in cui fu divisa la penisola. Nasone invece è altra eoaa: perche 11 concetto relativo suppone distinte e nemiche collettività, ciascuna dette quali sarebbe tenuta insieme, non da interessi o tradizioni comuni, ma da astratti filosofemi e dal predominio detta burocrazia.
11 problema che ai riferisce a quest'ultima, e infatti connesso con 0 sorgere del concetto di nazione, perchè, a mano a mano che i particolarismi e te autonomìe locali danno luogo al nuovo accentramento dei poteri, si rende necessario un esercito di funzionari e magiatrati vari. Dal che poi deriva la moltiplicazione e l'affollamento delle università. Prima gli Italiani, gli apagnuoli e gli alemanni potevano studiare atta celebre nniVeraltà di Parigi, come a quella di Padova, di Bologna, di Lavonio e di Salamanca . Ora Invece ogni statcrello, per pìccolo che sia, vuole la su* propria università e i reputerebbe da meno degli altri, se non riuscisse ad averla e a vedersela il più possibile frequentata. Cosicché. avendo l'Università In casa, ogni meccanico vuol vedere I suoi figlinoli dottori e Intanto gli stati riboccano d'Avvocati, di medici, d'ingegneri. 1 quali come uno sciamo di bruchi spolpano e divorano il midollo dell'erario, né, potendo tutti sfamarti e trovandosi riaccendati, ti gettano