Rassegna storica del Risorgimento
BRESCIANI PAOLO
anno
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1952
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pagina
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817
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La rìvotuaionv dei Kuorgimtnto nt'l /wnsiVro, M* 817
Ut cup*. voragini dell* congiure a buona speranza di satollarsi delle WIUHK dai sangue dati cittadini ,
Qualcb* tempo dopa Cerio Marx ncllVI fienoso dtlU <Unwxtatie lanciava analoghe accuse contro l wdulirti o intero acnli*ti italiani, ad {Udii vedeva telo degli pian. tati la cerea di una sistemazione: avvocali senza cause, nudici Moia clienti, studenti la cai principale occupazione sembrava fosc*ò)M chiacchiere del cane o il biglia/do.
Ma oel Hre viani l'analisi della società contemporanea vuole andare piò a tondo. IB realtà, M egli Bega la necessita, dal relativo processo storico, vede chiaramente dba U astrato ddle ideologie condannate e date dal ergere di ceti e claati nuove, propria-nunte da una sottoclasse o cime intermediai alla sua volta reta Bombilo dalTawe-nata evoluzione nelle funzioni negli Organi delio tato.
Perdo -i loda Napoleone iti di avere attribuito ai prefetti dei dipartimenti al" autorità di liberamente amministrarli aotto vati rispetti dei vantaggi locali . E in pressoché tatto la aaa va*ta opera narrativa il nostro autore difende ed esalta la plebe, rozza e incolta, violenta e sudicia, naia compenso ancora devota alla chiese e paga di poter mangiare e bere, sema altre preoccupazioni perla tenta. In tal senso particolarmente significativo può conaiderazai il lungo racconto che dot nome del protagonista disti' tota Edmondo, in cui della plebe romana ai descrivono e difendono costanti e abitudini, anche in dò che abbiano di meno gentile e ovile. E questa stessa predilezione d apiega non solo l*iatcrcaae per il folklore, evidente soprattutto nei Costumi dAVlutla di Sardegna, ma Io stesso stile, che nella continua pedantesca ostentatone di un vocabolario ricco e vado vuole attegginoli, quando se ne presenti l'occasione, a riprodurre il parlare ingenuo del volgo.
Ora. 3 popolo non o con i ribeUL Fedele agli ordini antichi, non tradisce ae stesso né si lascia, traviare dai mestatori. D'altro lato, l'unita d'Italia, che sarebbe nd programma del Mazzini, non aolo potrebbe realizzarsi attraverso il deprecato accentramento dd poteri, ma soprattutto sarebbe contro la stessa natura degli italiani,che varia e diversa è stata ordinata da Dio e dalla storia e e non sa e non vuole e non può e non potrà mai essere d'un consiglio, d'un animo, d'un patto, d'una legge, d*ua interesse, d'un uomo o d'una repubblica che la regga e la governi tutta intera*. Perche bisogna persuadersi che la razza italiana BOB è d'un seme. I Saturnii gli Enotrii, gli Ausoni, i Siculi. Ì Pclasgi, gli Oachi, i Tirreni, i Sabelli, i Liguri, i Mesaapl i Brusii, i Dori. gU Enboid e cent'altrì linguaggi antivenuti a questi o più tardivi popolarono da prima questa terra fatale. Se di una unita può parlarsi, biaogna pensare a Soma: Dio pwntowi in mezzo il Vaticano e questa rocca non vuol padrone; ette sola tira a aè in usa fede tutte le nazioni dell'universo. Etna sola e- una e l'Italia a una in Lei, ebbene corrotta da molti rea.
E la tesi dd Gioberti, ma senza il federalismo né alcuna altra concessione ai tempi moderni, ae non la romantica nostalgia dd passato, per la qualo questo strenuo negatore dd romanticismo non avrebbe pensato eerto di andar confuso eoa i contemporanei.
Che, in fondo, nd Risorgimento egli vide meno e più di ess>i,nc. sotto certi rispetti, potrebbe ricordami un'analisi eod acuta della società dd tempo, se non riferendoci a scrittori che militarono all'estremo opposto: per esempio, al Pisacane dd Saggio su la rirolusione.
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