Rassegna storica del Risorgimento
TAZZOLI ENRICO
anno
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1952
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pagina
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819
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Il jWffMMW di Don Kwm> Tavoli dì'front* al problema, *r>-, 810
apparii* tri Due* ritornante da Mantova Jfanari vr uditati va fila riderà dèi moriirolojtio italiano I
I moti rivolnrionari del l4tU49. ai quali Tassali aveva esalatilo e BOB paasivn. mente. twwM predatlo l'inestimabile bemficio di render* i Principi Umilimi incon-tOimmiH natrici1 detta indipendenta, di scavar* l'abìno irai tati legati alVAuttria e ai Piomonte rendendo, cori, ìmpouibU la Conftderatìon* OH In gelosia permanente, ",t. attriti dm Stato a Siala, coWimpotenta di tutti, )
La auddivùionc politica del nostro paese tn. vari Stati eondneeva, quasi per oe-cetsit*. al rr;ionaUmo, elemento afavorevole, almeno In pana, alla eoMltudene di un forte e grande orxanixno nazionale. Problema, questo, del rerionaUamo sempre immanente e dncuaM fra noi e con tendenze a volte in antitesi sostenendo ali noi le me carità di oso viluppo economico regionale pia eorrUpondente atte varie ritorse ed aspirazioni locali, ottenendo altri la prevalenza dei vantaggi di uno Stato unico e forte. Sfieliele Rosi, in un ano appressalo lavoro, parlando di Cavour icrive : forte tgtt non tempri toppo dolio estua naàtmato comprenderno oppimi t'intima wnrn-n od ì molteplici captai. Etagcrti l'importanza degli dementi estremi e, por attirarli, depresse il raion della MonarAio, con colpi troppo frequenti di cui non ti tontitono, allora, tatti gS evirili a cauta: drl prestigio personale di Vittoria Emanuele- II. Par la parto amministrativa Cavour non valutò equamente i- bisogni o lo caratteristiche delle diserto regioni d'Italia ed ignorando lo origini lontana od U tolda tvUuppa dolla Uniti italiana Umette the le differenze regionali minassero il nuovo edificio a ritenne di putirlo salvare mediante un rigido accentramento co*, tenta necettiti, danneggiò legittimi interessi. ')
In qucù lìmiti ed in queste saggie considerazioni tu, ancor oppi, il problèma del regionalismo che, al tempo del Tozzoli* aveva a Munto un carattere piuttosto acuto e dissolvente.
"Un terzo elemento ostacolante, pel Tozzoli, la realizzazione di uno Stato unitario nazionale era il clero non preparalo politicamente al concetto unitario nazionale. Na> turalmcnte non tutte le regioni italiche, presentavano ecclesioatici arretrati politi-cani ente e non poche erano, e nobiliimc, le eccezioni: la Lombardia trovava*!, sotto questo lupetto, nelle migliori condizioni. Del clero significativa la critica e Tesarne di don Enrieo; Taxxoli nella 1* delle sue Memorie al Governatore militare di Mantova (2S Ottobre 1852). Antonio Rosmini insistette svila necessarie riforme nella MÌO Morule Cattolica e, più specificatamente, nelle Cinque piaghe detta Chiesa. Gioberti, nel Primato, darebbe lode all'Italia so si convertissero i Cesuiti a divenire ottimi cittadini italiani: chiericato e monachiamo tono esaltati da lui nella fiducia che rifacciano tempre più degni del loro ministero. Egli scrive. Cuoi a coloro cui appartiene Feducoiiono o l'istruzione del Clero to trascurano di renderlo tale cke basti ai bisogni del nottro secolo~. la non dico che i Chierici ti dottano intromettere in temporali faccende percha ciò diadica, nelle età civili* alla natura del loro minuteria. Dico At i Governi the impediscono al Clero di trascorrere per attesta parte non Ae doversi riprendere fanno il debito toro o meritano di attere lodati dagli sAietxi amatori della Religione. Non dico, pureAv gii Ecdotiastiei debbano avare il monopolio
?l .CASCO TIVABONI, L'Italia degli Italiani, VoL III, p. 195. =J Mtaraw: Rosi, L'unito d'JWùt. (16*49-1 odi), Cap. VI. p. 57-58, Collezione Omnia, Paolo Cremonese, Roma 1931.