Rassegna storica del Risorgimento

TAZZOLI ENRICO
anno <1952>   pagina <820>
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W Tullio Urmia Tavoli
pania!* telala W pubbttta ittnalone tome ti predila in mietuti paesi ma, *iU*ne, afferma che una pan di tri lanata a primeggiare nella irirnto unfamaU t t art cacciarti fucila inteUrttuaia a morata signoria eh* ti contado tpanUsneamem a ehi la merita. Ci prevegga il tanno italioti ti pravrtpt ti nostro ionia Episcopato) rui pub tira agevtlt fardinart un vaila sistema di Ittrusiont luUblim* ad -.. Vg/i Ecetmiostici a di eaUotarci ti fiora dal Clara nazionale. 0 Idee, queste, dui appaiono* in parte, in alcuni scritti del Tozzoli quale l'Appello ai Vescovi nella retatane al Congresso di Lucca (1843) e la rivendicazioni del bisogni e dei devimi TPIÌ del Clero nella 1* Memoria diretta al Governatore Militare di Mantova (25 ottobre 1852), L'atteggiamento dei Gemuti verno Rosmini e Gioberti e lo cbicrerri di questo ordine numeroso, colto, polenta a fianco del movimento reorionario Influendo pare ni Papa aveva reto don Borico contrario ad eneo. Questo entimento non era botato in Mantova e negli cleriaitici e Ittici, specialmente lombardi, ebe favorivano il movi­mento liberale democratico italiano. iatercaaante, a emetto proposito, la tegnente lettera di don Enrico Tazxoli al marchese Ippolito Cavrioni diretta a Siena ove U pattino mantovano ri era rifugiato dopo il 1848. Si era nelfeatalc 1849 od in quei meri con l'appoggio del Governo austriaco, vale a dire dell'odiato Governatore mili-tarc della città-fortezza, cercava insistentemente di introdurre in Mantova i Gemiti:
Mio cariatolo Signora,
Persona che pretendo saper* qualche caia scrisse da Milano a Ptssaraua ehi ài rana dell* mane per regalare i Cenuri alla nastra Mantova. Si indurrebbe destramente ti Fa scoto a domandare dei tumidi al Cavano in prò del Seminario che ai suoi debiti ardi' nanamente crescenti aggiungerò euri/i impartati da notevoli necessari restauri. Il Go­verno MÌ direbbe impotente a dar sussidi efficacemente a consiglierebbe il Vescovo a mettersi in mano ai rugiadosi Padri ohe gioverebbero al Seminario coiropcra e colla borio. Quando fossimo proprio assicurati di questa mene vedremo se non rio il caso di parlare chiaro al Vescovo. Così dicevamo io e PazsaroMO e confavamo sopra di lei per qualcha investiga­zione-. Perdoni te osiamo aggiungere questa briga alla molta che eìUt dovrò, doni per lite rarci, coma desideriamo e speriamo, dotta molestie di una sordida avidità consacrato dallo prepotenza... Vn bacio alla Cecchino (anca* per Pestarono) coi viti vati di presto rive­derla le manda ti tuo effesionatitimo
Tasoli. )
In questo sentito bisogno generale di riforme nel clero e nel religio ricordiamo, fra altri, come Raffaello Lombruscbini avesse trovato la necessità di scrivere i Nuovi doveri dal Clara ebe sembrava, anebe in Toscana, lascìetse a desiderare in questo campo. Rileviamo come Luigi Cario Ferini nel divulgare le necessarie riforme pure nel clero scrivesse ebe egli interpretava una larga esperienza giacche la coscienza degli Italiani, a parere ano, era nò quella dei Gesuiti ne quella dei mozziniani. ')
) VtNCgrrao GIOBERTI, Lettere ed errori filosofici di Antonio Rosmini. Avver­tenza per la aecouda edizione
*) Enrico Tazxoli a Ippolito Cavrion*, Siena. Da Mantova, 14 agosto 1849. *) Lutei CULLO FAWNJ", LO Stato romana dal 1815 al 16*50.