Rassegna storica del Risorgimento

TAZZOLI ENRICO
anno <1952>   pagina <821>
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li jMnafaro di Don H urico Tozzoli di fronte ai probhtma, tee. 821
L'avviMtta Crfó Slradloui, Direttore nralr della Pollala pirmciii m* lo *- nova, utentre rìferivA al Ministero a Turino ieflr mene dei Crulii dagli litri rsli-fio-i colà dominanti, dei quali l'onrntu funzionario fa uà quadro poro edificante ala* culaudo sai ogni mia iniziativa e nrcwuriu riforma, è costretto chiedete, non rio crudo a puntarla, il ano trasferimento da Cenove Ila capitalo piemontese ove finirà la carriera quale Capo divisione a quel Ministero dell'interno. ')
A ua votu il Marchese Giuseppe Valenti-Gonzaga in una lotterà da Napoli al Tazzoli -I rammaricava pure, e vivatacute. parlando degli Asili d'infanzia, che gli stranieri fo-**ro, purtroppo, ì pio attivi ed ì più generosi di fronte all'amenza gretta dei connazionali ed invocava Dio aftinché l'amore del prossimo e della anta religione trionfaaacro ed anziché un nugolo di frati oziosi si trovasse, un giorno, un popolo ita* liano ben educato e non bigottamente religioso. *Q
Sfatata la poibintà che un Papa, lungimirante, colto e patriota, potesse, va­lendosi della sua grande popolarità, infittirò e determinare "ima Confederazione di Stati italiani da lui presieduta secondo il concetto giobertiano il potere temporale de) Papato pel Tazzoli veniva considerato ormai non solo non necessario ma ostaco­lante Punita nazionale. Parlando del clero veneto egli scriveva nella 1* Memoria di­retta al governatore militare di Mantova : Lo Sonta Sade inculca obbedienza passiva as Principi costituiti. La riverenza alle Semiti Chiavi non mi tank dai lamentare che come dagli Ortodossi co*} anche da questi prati (parta del Cirro veneto) che pure sono cattolici non n faccia, distintone accurata dalla supremazia spirituale dei Pontefici tu tutta la Qiesa dal uominia tignatile che tengono di una parto d'Italia. Non io disputerò, qui, salta convenienza o mono del regimo temporale dai Popi ma locando lo spirito di educazione pubblica dal doro veneto e erotico Danto laddove grida:
Ahi Costantin di quanto mal fu moire, non la tua eoncersion ma quella dota che da te preso il primo ricco potrò
Non sanno essi, don Enrico prosegue, che non intendendo la libertà di discussione su questo punto meramente politico e facendo una sola ed inseparabile cosa di un Se-vranoedi un Pastore autorizzano l'errore di coloro ehm meno rispettano U supremo gerarca della Chiosa perciò solo che avversano U rege di Romagna ?. Cosi implicitamente don Enrico rispecchiava le appassionato tendenze e lo spirilo dei più illuminati ed intel­ligenti Italiani nelle questioni più dismise e vitali del tempo. 11 conte Luigi Torelli, amico ed ammiratore del Tazzoli quando trovavasi a Mantova, nei suoi Pensieri sul' l'Italia di un anonimo Lombardo affermava che per la sistemazione della Santa Sede bastava 0 riconoscimento di un piccolo territorio sulla base della extra-territorialità limitato al Vaticano con una dignitosa sistemazione economica. L'influenza del Taz-soli mi lavoro del Torelli iniziatola nel 1845 e evidente. Come il Torelli coti il Toz* soli quasi un secolo prima avevano preconizzato l'attuale Concordato. Proposte ed affermazioni non nuove, del reato, che il Trattalo di Tolentino aveva, aio dal 1799,
*) Carteggio C**a STSUDIOTTI, S. Cipriano Po (Pavia).
-) Chiseppe Valenti-Gonzaga a Don Enrico TAZEO. Mantova. - Da Napoli 3 febbraio 1843.
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