Rassegna storica del Risorgimento
TAZZOLI ENRICO
anno
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1952
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pagina
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824
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824
Tariffo Urmgfa Tassali
me*gn Ua Sun Sede,*) Ed anche U Tonili da un primo SCÌMMIA di Italia (edera-t* a ripartita eoa Roma e so stani* aveva accettato U confetto nibiri col *nvtto Italie Vinario Emanuel. S
Dopo Novara i pia onesti e puri repubblicani guardavano uno senza imperia a. {Mf-ii-i giovane Frlncipc sabaudo sole fedele, fra tutu gli altri Principi io Ituiia. mantener* lo Statate: Principe du a ti ri popolares contribuita- non pota ai grandi atteni-munti pulì il inaurando un contegno tauilibrato natie questioni più antmti dui tocca-rn pxo tradizioni politica* MMimaali religiosi contrattanti e manteneva fontani personali con novatori di agni gradazione permettendogli di seirrìtine ama nottrol* influenza riconosciuta benefica par il Pota*. al E mono intoniittiche la parole che don Martini ci riporta *) del Martire purissimo e colto di Belfiore, il doti. Carlo Poma, amico e cospiratore fra i pia euri a don Enrico Tozzoli. Quegli nelle ultime ore di man -vita (7 dicembre 1852) diceva nel Confortatorio al pio don Martini: lo ha fiducia noi destini d'Italia * mi pan Ut Provvidenza abbia già suscitato in l'istoria Emanuel ìl il nastro Ciro. Anche don Enrico Tozzoli ha fiducia ari destini d'Italia e nella sua prolusione ai giovani suoi Molari afferma che ha fede e spora nell'avvenire. H Quinet in un no pregevole lavoro asseriva: non è negli Italiani lo coscienza della nazione.*) Qaestn osservazione poteva essere giusta* forse, sebbene eoo non poche riserve, sino al 1848: negli anni che seguirono, che segnano pare la maggiore e migliore attività cai turale e politica degli Italiani, la coscienza nazionale ri andava luminosa, mente affermando. Sei anni dopo la som lettera da Napoli da noi ricordata il marchese Giuseppe Valenti-Conzaga confidava all'amico aao intimo, don Enrico Tozzoli. con intensa eoa gioia e sicuro che questa sarebbe stata condivisa da Ini: le grondi facilitazioni e cartono usatogli dal Governo piemontese e come alla Spezia, i profughi meridionali td i profughi romani che avevano avuto tuta posizione distinta nella casata gloriata Repubblica insieme agli altri deWeroica sfortunata Venezia (i Qua* ranta esclusi dalla Capitolazione) ricevessero dalla popolazione e daWaristoertuia ligure accoglienze fra le pia cordiali. "Egli soggiungeva! ri trovo ancor qui, a La Spezia, il marchese senatore Daria con la sua famiglia ... la marchesa ì Italia-nissima: il giosedì e la domenica essa, tomo altre tignare, tiene serietà e tutti gii Emigranti nonno il pruno posto. *) Anche il fratello maggiore di don Enrico TazzoU. I Sortitilo, di spirito repubblicano, nell'ottobre 1848 tenente del battaglione del 11 reggimento lombardo, che nell'aprile 1849 trovava alla Spezia e nel maggio a Genova, scrive dalla Superba a don Enrico ricordando le cortesie la avute dalla marchesa Ernestina Cambiato ') certo non repubblicana. Piemontesi, Lombardi, liguri, Veneti,
*r Vedasi per la corrispondenza Maurizio Farina-Conte Luigi Torelli intere*-1 sante 11 tempo del Taxzoli ANTONIO Mosti. La Guerra Santa d'Italia. Milano. Fratelli Trevo 1934.
3J ANTONIO MONTI, Luigi Torelli. Milano 1931. Regia latitato Lombardo di Scienze e lettere;
3 MlCxtKUC ROSI, op. cit., Cap. XV, p. 140-41.
*X Lutei Manna, op. rie. Voi. 1 Cap. LX, p. 365.
*) EDGARD QVINKT. La Revolution d'Italie.
*) Giuseppe Vairnli-Gonzaga a Enrico Tassoli a Mantova. Da La Spezia, 11 dicembre 1849.
3Mn Carteggio Enrico Taozoli-Gaetano Arrivabene a 'Vicenza. Da Mantova, 21 aprile 1849 e 20 maggio 1849.