Rassegna storica del Risorgimento

LEOPARDI GIACOMO
anno <1918>   pagina <124>
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-4' Baffaétto Barbieri?
V
L'opera postuma del Leopardi ohe 'tarilo gli amici delle tenebre temevano era, non v'ha dubbio, i ParaV/pomeni, sàtira amarissima in otto canti, e in ottave talora stupende. L'ultimo terribile anti-teologieo canto il poeta lo aveva dettato al Banieri la sera innanzi la sua morte.1 Il Ranieri stesso affermava che i PiwaUpomewi erano tal cosa che inai nessuna censura italiana potrebbe essere indotta a permettere.2
Li pubblicò a Parigi, infatti, nel 184S presso l'editore "Baudry come sospettava il Sebregondi, vice-governatore di Venezia. In Italia non apparvero che nell'edizione fattane dal Le Mounier nel 1845. È ricordo che, sotto il dominio austriaco a Venezia, si trovavano nelle librerie domestiche, alcuni anni prima della liberazione, anche neUa edizione in grosso volume delle Opere del Leopardi curata a Napoli nel 1860 da Antonio Ranieri; da colui che solo ilftilmine di Giove.po­tette dividere dal fianco del divino poeta3 e che, non ostante odiose contraddizioni, tanta parte di sé stesso consacrò pietosamente a quella gloriosissima sventura, a quel genio.
Il diffamato Antonio Ranieri (diffamalo perchè spirito .ghibel­lino come il Giordani, il Niccolini e altri spiriti italici) fu delìnèatov nel suo. profilo morale, dallo stesso Leopardi in una lettera a Carlo Bunsen da Roma. Essa accenna a un mesto particolare domestico:
k,llanieri fa esiliato dagli fètaìtti.di ÈfagOiGf,, sua patria, ed ebbe il dolore di ricevere la prima notizia di e nel momente efie gJSejIptb. 'a TvcétMT} suo passaporto per volare a rivedere sua madre moi*iboi;idtù òhe poi mori-. Richiamato nel gennaio del 1831, egli sarebbe tornato a Napoli, se: avesse, avuto la certezza, o almeno la probabilità ài poter riuscire. Ma aiRcertiife anzi del contrario, per l!esem,pió. M ttilsti .gli altri richiamati, e vedendo co­stretto, se ritornava, ad abbandonale per sempre il-corso di vita intrapreso nei: cinque anni che aveva menato fuor (Iella patria, cioè ad abbandonare i suol studi, e tutte le sue più care ed utili relazioni., .egli ottènne dal padre dopo breve renitenza dì rimaner mori. Passati però1 poeM me il padre, uomo di natura inferma e totalmente passiva, circondato ora Mohiafe da acerbissimi nemici del giovane, 11 quale colla morte di sua madre ba perduto ogni appoggio, si ostinò a volere che il figlio tornasse,, avocando il consen­timento dato e le promesse fatte *s *
1
i c081 a Bnieri a Luigi De Slnne il 28 giugno 1837 [Nnóvi dornmentt,
pag. 208).
'* * Id,t pag. 281. 1 getterà del Leopardi a Carlo Buiiaon dftRoraft, 16 marzo tS.32 (Ep. II. 739):
* pM H, 789. (Letto del. 10 marzo 1832).