Rassegna storica del Risorgimento

1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
anno <1918>   pagina <130>
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G. Bandoni
Jelainsfcig, soldati imperiali, in una rissa presso Firenze rimasero'fe-riti fuggendo; cinque cittadini vennero posti in istato ai accusa, tutti giovani appunto come i coinvolti nella causa precedente. Ed invero dei giovani più facilmente sospettavano gli stranieri, ed ai giovani pìù--vMo cuoceva l'insulto dei nemici dItalia. Non pitljulla il Giusti aveva scritto : A battesimo suoni o a funerale - Muore uà brigante (codino), e nasce un liberale . Uno degl'imputati dichiarava che un austriaco, volendo acciuffarlo, gli prese invece la cacciatora; altri, e con loro il referto di due medici, un italiano ed un austriaco., in con­tradditorio all'autorità austriaca, sostenevano che i due militari erano rimasti feriti di baionetta nella rissa fra di loro, onde e orator della legge e avvocati e giudici concordavano nell'assoluzione.1
Ad Empoli nell'osteria del Coniglio quattro soldati austriaci man- ' giano e bevono, ma un doloro slriftuta di pagare, e, sebbene l'ostessa per menare il buon per la pace lasciasse correre, pure quei soldataccì con tedesca rabbia sfoderarono gli squadroni minamatìdo tanto Cte la povera donna dovè ritirarsi. Chiamati i gendarmi nacque un sub­buglio, e, dopo non breve colluttazione, due austriaci, ridotti all'im­potenza, furono tradotti alle carceri óve un di loro venne percosso dai gendarmi colie sciabole di punta e di taglio nonostante che avesse cessato dallo opporre resistenza, per vendetta di uà loro: superiore rimasto ferito. I gendarmi ebberp itffl 'questo dal tribunale di S. Mi­nialo la pena di 45 giorni di carcere, e della ioaBuitàzloiie a servire per altrettanto tempo nel corpo della* gendarmeria, iu la multa dì lire 70 per ciascuno. Però un posteriore rescritto condonò in gran parte la pena suddetta.2
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Le paure del Govgiao e le ultime faville dell'incendio rivoluzio­nario del 1848 e '49, ma soprarutto gli ultimi effètti della baraonda Gnerrazzi-MoìtanelÙ sull'animo popòJ pel quale, massime; nelle campagne, far repubblica significava ài frequente far chiasso e liste-cano, appaiono manifesti in un processo agitalo solennemente dinanzi alla Corte Regia di Firenze a carico di sei giovani, un mereiaio, un muratore e quattro braccianti del passetto dì jftllÉtiy Grossetano, come se fossero stiliti cospiratori formidabili, pel titolo mmìmtio che di attentato 'contrò:'1ììiEMièfffiSp. élla/Stato.- 'SdCD-U- Uii3peci5 Wfr
' ET. 40, anno I, 6 settembre 1851.
3i, muto II, 3 luglio 1853: settembre 1851 e il gennaio 1852.