Rassegna storica del Risorgimento

anno <1953>   pagina <5>
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Quarantanni 5
Anche perchè, più d'una volta, le circostanze in mezzo alle quali dovet­tero operare non furono affatto facili* Come persuadere i soci, che protesta­vano per l'aumento della quota da 25 a 75 lire, deciso, dopo molte tergiver­sazioni, dal prof. De Sanetis, che tale aumento rappresentava il minimo che si potesse pretendere, visto che dalle 14.000 lire, che era costato il 3 fascicolo del 1943, si era passati alle 144.000 del 4 dello stesso anno, dal Commissario straordinario fatto inviare a tutti i soci che avevano corrisposto a suo tempo la quota del '43? E non) credano i lettori che siano mancate le proteste per i successivi aumenti, giustificati dal fatto che un fascicolo delle stesse pro­porzioni era.... salito di pregio sino a gravare per 600.000 lire sul bilancio, allora fallimentare e in seguito non mai florido, dell'Istituto. Ma con. il fan­tasma shakespeariano del deficit c'era modo d'intendersi: non così o, almeno, non sempre, con quelli che, di vari preconcetti facendo arma, miravano a de­molire l'Istituto con il comodissimo pretesto che era stato tutta un'inven­zione del fascismo. Anche se le sue tavole di fondazione risalivano al 1906... Da questi assalti dovette difendersi Gaetano De Sanetis; da questi e da altri, piò nobili, magari, e dettati dalla patriottica disperazione di chi gli gridava, prima di morire: ma perchè ostinarsi a rimettere in piedi questa istituzione oggi che tutta l'Italia si va sfasciando ?. E lasciamo stare le accuse repub­blicane alla Rassegna d'esser troppo monarchica e quelle monarchiche di non conoscere altro copricapo all'infuori del berretto frigio.
Non sempre cosi gravi argomenti e così drammatiche questioni avevano preoccupato i preposti alla rivista. Qualche volta le preoccupazioni erano state suscitate da motivi più fastidiosi, ma più risibili, non c'è dubbio. Tizio, per esempio, ti maudava un articolo con viva preghiera di pubblicarglielo, una pagina d'elogi alla Rassegna, a chi la dirigeva e un'altra d'esaltazione per l'onore che gli sarebbe stato fatto, ecc., ecc. Tu glielo componevi, gli facevi correggere le bozze... ed avevi la soddisfazione di apprendere che, nel frat­tempo, l'articolo era apparso in un diverso periodico. Sempronio, invece, te ne affidava un altro, che appariva, elogiato dai competenti, nelle nostre pa­gine poco dopo l'arrivo in redazione. Ma, ahi, che un crudele Caio ti faceva conoscere, con prove, che di quello studio il padre vero era lui e Sempronio aveva vantato una paternità del tutto illegittima ')
Scherzetti, in fondo, se si pensi al giorno in cui il direttore, nel settem­bre 1936, per un certo articolo nel quale l'autore, con una male ispirata remi­niscenza d'un verso di Carducci, aveva ripreso, clerìcalizzandolo, il tema del­l'onta di Mentana, s'era visto recapitare il fascicolo con la frase sottolineata in Blu e accanto un grandissimo M con un punto esclamativo ancora più grande.... II responsabile giuridico della Rassegna ritenne doveroso offrire immediatamente le dimissioni, riconoscendosi colpevole dell'incidente, ma il direttore le respinse, asserendo di non avere l'abitudine di far assumere ad altri quelle ohe considerava proprie responsabilità e di non essere allatto disposto a considerare i propri collaboratori come limoni spremuti. 2'
Qualche volta, confessiamolo, c'ora anche da divertirsi. Per diverso tempo quel signor Nino d'Atalia n, che aveva avuto notevole parte nella faccenda
1) LA IUSSECPÌA, Case a polla, a. XXVI (1939), pp. 1251-1252.
2) (Jn. episodio poco nata dalla campagna del 1867. La Legione romana* in Romagna* A. XXiTII (1936), p. 1138,