Rassegna storica del Risorgimento

anno <1953>   pagina <7>
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Quarantanni 7
Ma, a parte la sottintesa polemichetta epistolare, la Rassegna non s'era lasciata scappar l'occasione di mettere in guardia contro le sorprese che certi documenti, accettati con cieca fede appunto perchè documenti, possono pro­curare. Questi benedetti strumenti di lavoro vanno adoperati, come tutti gli strumenti, da chi sa servirsene. Dal Constitutum Constantìni e dai bol­lettini di Napoleone fino ai falsi di Vrain Lucas e a qualche messaggio Lincol-niano quanti non ce ne sono venuti per le mani tutt'altro che genuini, sug­geriti, imposti, creati per determinate necessità contingenti, nazionali, dina­stiche, politiche, militari, religiose ?. l)
L'accenno non poteva piacere, è ovvio, a quello che si considerava il -custode dell'area dell'autenticità del documento. Nessuna sorpresa, che, il 10 marzo 1941, partisse da Cervo Ligure un'altra delle solite lettere. Senza volere menomamente instaurare inutili polemiche, mi pare che Vapprezzamento vostro e a qualche messaggio Lincolniano, a pag. 108 dell'ultimo fascicolo della Rassegna storica del Risorgimento non sia conforme a quanto scrisse in antecedenza la medesima Rassegna. A prescindere dal mio libro Dall'Urbe all'Orbe e dalla mia memoria La parola della storia presentata a Modena nell'ot­tobre 1931 al XIX Congresso nazionale per la storia del risorgimento italiano, *) Vi ricorderò che nel 1908 Benito Mussolini ad Oneglia, dopo aver presa visione esattissima, anche con Edmondo De Amicis, a Bordighera, dell'autografo lin­colniano e dell'autografo mazziniano, ne scrisse sull'ebdomadario La lima, in quell'anno stesso da lui diretto. Gli apprezzamenti suoi non fanno che valo­rizzare ancor ptù quelle lettere che a me sembrano assai preziose. Lo stesso Henry Nelson Gay, se fosse ancora in vita, ve lo potrebbe dire con maggior precisione perchè riesci a Montone a soddisfare la sua curiosità di storico quando chiedeva al sole della Costa d'Azzurro la necessaria vitamina alla sua malferma salute. Ma, come Vi scrissi, la prossima integrale riproduzione farà, spero, testo di storia.
Questa volta i grandi argomenti c'erano proprio tutti. Su uno sfondo di Riviera era evocata l'ombra di Nelson Gay e prese a testimoni le indiscusse competenze paleografiche di Edmondo dai languori e di un Duce avant la lettre. L'accenno a Pavolini, della lettera del 15 febbraio, era uno scherzo da bambini. Ergo, prima di rispondere, fu informato il direttore della rivista. Ma la cosa non ritardò la risposta;
. ;?.- ... 13 marzo 1941
<. Chiarissimo signore,
anchHo non desidero polemiche, specialmente perchè, come ogni studioso che si rispetti, desidero attendere la riproduzione dell'autografo per giudicare. È vero che il comm. Casanova, senza aver veduto l'autografo, ha ritenuto opportuno di autenticare nel 1932 (sic) il messaggio di Lincoln. Ma Voi saprete certamente che uno degli argomenti che furono adoperati in quell'anno per ottenere il mutamento di uomini e di direttive dell'antica Società nazionale per la Storia del Risorgimento italiano, è stata precisamente quella approvazione. Lo stesso Casanova dovette difendersi in un articolo non interamente felice da quella mal sicura attribuzione. Io, come lutti gli studiosi e gli Italiani, sarò
I) Introduzione (offa buona) al Risorgimento, in Ralligna, . XXVI11 (1941), p. 108.
31 Nulla relazione del XIX Congresso (Modena, 29-30-3.1 ottobre 1931), pubblicata da Giovanni Natali in Rassegna, ti, XIX (1932), fase. IV, pp. 1-47, non è cenno alcuno della prc-gcntazioac della memoria. DalVUrbò all'Orbi, quinta edizione, era uscita a Mantova noi 1929.