Rassegna storica del Risorgimento
1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
anno
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1918
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pagina
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133
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La Gazzetta dei teihwmU di Étti ecc. 183
Senza aggirarsi pel meandri dei minuziosi interrogatori, basti rilevare che si dio pubblica lettura delle carte predette riprodotte tutte per esteso dal nostro giornale, che faceva in tal guisa propaganda liberale sotto gii occhi del granduca e de'snoi tedeschi, eccetto la prima, cioè la Protesta diretta dal Mazzini all'Assemblea legislativa, perchè, osservo, il presidente,-* stampata dai giornali e conosciuta da tutti. Le altre carte sono invece documenti nuòvi ed interessanti.
In una lettera da liivorno si dice che per mare vi sia una flotta austriaca e vogliono pretendere d'abolire la Costituzione in Piemonte, ma questo chi sa se saranno capaci, escluso se non fosse d'accordo il. (forse i puntolini alludono al re). In altra lettera il Pironi narra ad un amico come accompagnò Garibaldi a Cesenatico, dove fu fatto' prigioniero dagli austriaci ; come, di ritorno in patria,, m'enfi .attendeva a lavorare col padre, la polizìa, se succedeva gualche sussurro o in occasione di qualche feaj ftÉìito, senza motivo lo chiudesse in segreta. Oh giorni telisi'di libertà perduta I (esclama). Ora siamo in peggiore condizione degli schiavi ! . Segue una lettera minatoria contro il parroco di Santa Lucia de* Magnoli : gli s'intima di ricordare che in Firenze un Zulimo Uccìse un traditore armato, e stra-scinollo pei capelli alla vista di tutti in pubblico caffè ! Cosi io qual nuovo Zulimo.à ti traeinerfripl orini aoL piedi dell'aitale. Gli si rinfaccia di aver detto essere preparato V inferno pei combattenti dei campi lombardi ; ma infine gli s'intuona :- Beh per pietà io sono italiano come pure il sei tu., io perdono, ma grida alfine '"Viva Italia**>. Libertà ai suoi popoli', ;> addio . Si firma: Un Italiano.
Tralascio il documentò: contenente "il noto proclama ai tedeschi del Ledili-Rollin, del Mazzini ed altri : sorvolo su di un ordine del' giorno che raccomanda segretezza, effondo l'esempio di Leena, che si recise coi denti la lingua, sputandola in faccia ali Mi-anno* e,su di una lettela, che riferisce come per commemorare la cacciata dei tedeschi da Milano si lucessero: esplodere in vari punti di Firenze ed anche del circondario diverse bombe, e sotto il forte di Belvedere e presso Pitti si lanciassero razzi e fuochi del Bengala tricolori tanto che una sentinella siriaca svenne per lo spavento.
"faéjèniòf (Me perMfc calligrafiche e dello impugnative delle partì, va per AilUmo segnalato il. documento che reca in testata un teschio ed una croce colla data di Novara, 23 marzo 1849. Vi si legge: *Ma gì' Italiani che combatterono colla sincerità dei voli e colla persona per la grandezza della patria, piangano nella comune sventura, e nel pensiero di essa ricerchino forze a nuova pugna più forte, a pugna