Rassegna storica del Risorgimento

1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
anno <1918>   pagina <134>
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(?. Rondoni.
che vuol vincere 6rvince . E piti oltre: Noi sfamo padroni della vittoria ! I nostri oppressori vorrebbero tornare indietro... Essi hanno perduto ! Reggonsi per sola gravità ; non hanno più concorso di fidu­cia nelle moltitudini ; non sanno più essere giusti; un crollo li pre­cipita ! ; Saluta il nuovo battesimo dato all' Italia da Roma guer-tfgmi rileva che Roma e Venezia non ebbero nelle file dei loro difensori soli Romani e soli Veneti, ma Italiani di tutte le province, e che la proclamazione dei principà; di Roma e Venezia- l'unico mezzo atto a raccogliere tutti i figli di questa terra divisa .
* Sara governo (così continua) la città che si leva allo sterminio dei nemici; saranno governo le foreste da cui gli uomini della nazione irromperanno e taglieranno a pezzi un esercito di stranieri; le città che prima di accoglierli sapranno incenerirsi; le rupi ohe piomberanno sui battaglioni aggressori o fuggenti : i piani che- fi? inonderanno per an­negare migliaia e migliaia di stranieri . Termina con un' esorta­zione dei morti di Novara -:, Rinaovatéi esclamano, sulle cento città della penisola gli esempi di Venezia e .di Roma... Noi già v* inse­diammo come si facciano sacrifici e come si muoia . Mentre il -gran-éncal -cancelliere leggeva queste parole di fuoco sarà stato nel pub­blico qualche ufficiale austriaco mosso dalla curiosità ad assistere alle udienze o débats, come allora il popolo le chiamava, dei nostri tribunali? Comunque tali parole, d'imitazione fra mazziniana eguer-razziana, non eran certo dettate da un Umile sarto o da un cameriere, ma da chi dunque'?
Il pubblico ministero Trecci tuonò contro le sètter iettando anche Cesare Balbo, e concluse chiedendo che gli accusati venissero con­dannati per attentato rem/oh. (meno male !,) di perdwltione, con tem­peramenti che non, avrebbe, consentiti il re Romba. L'avvocato Vec­chiotti sorse ad arringare per la difesa con tal e lauto fervore che il presidente l'ammoniva a non batter anl tavotko, led a moderarsi. Ricordava che Pietro Leopoldo avea abolite le leggi di lesa Maestà, non tollerabili in una ben ordinata società ; osservava ohe resi* slenza nella mite Toscana, dei cospiratóri segreti è tuia veté ìilusionje Me che II primo, pjiino dLelI'ctóu fu il sospetto. Gli avvocati aeri e Giuli insisteremo nulla stessa- p jèà iunoe la Corte, piMesaó che il Sacconi aveà eonlessata la sua llttlina tmmM con Zféhtno Mas-.sari: condannato a quindici, anni di ergastolo per praMdio. C eloj jSulimo sopra ricordato ed uccisore eli una spia) non esente da colore politico:, Infliggeva -al pironi mesi guaranta ed al Benve­nuti mesi ventoso della casa di forza di Volterra, computando il carcere sofferto, ed al Sacconi, il meno aggravato, sei mesi di carcere, sempre computato il sofferto,. nonostante l'amicizia del famigerato