Rassegna storica del Risorgimento

1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
anno <1918>   pagina <136>
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Ci. Ronchivi
alla quale altre se ne aggiunsero, ed una parve ai gendarmi trico­lore, con colpi di zolle, e da parte di questi ultimi anche sfodera- mento di sciabole. Né mancò qualche grido di: Viva la repubblica, niva la libertà ! Si fece una retata d'indiziati in numero di sei, e la Regia Corte di Firenze fu di nuovo in faccende. Fra le altre si con­statava avere i giudicabili cantato il coro della Donna Caritea del Mereadante : Chi per la patria muor - Vissuto è assai , che i fra­telli Bandiera lanciavano come sfida andando a morte nel vallone di Bovito. Bellissima la difesa dell'avvocato Piero Puecioni, che-fu poltra i liberali del '59 de*più illuminati e sinceri. Dimostrava che i gendarmi stessi, i principali accusatori, si erano contraddetti, e che, previo opportuni consigli, al coro della Donna Caritea erasi subito sostituito un coro innocentissimo della Sonnambula e la Rondinella pellegrina. Obiettava:; Bov' in Toscana la legge che attribuisca ad un colore la rappresentanza di un'idea politica? Come potevano dunque attribuirgliela gli agenti della forza pubblica"? Se ciò fesse, voi vedete, o Signori, che si aprirebbe largo campo alle vessazioni, agli arbitri di ogni maniera, e quella forza destinata a tutela dei eit- tadini diverrebbe occasione di Sciagure e di mali pe' più tranquilli ed onesti. Bimane (proseguiva) 11 deposto degli agenti della forza pubblica nei tempi più barbari ed infelici della giurisprudenza cri­minale colpiti da una incapacità assoluta a fare'testimonianza,'Sia perchè, accusatori, e debbono perciò provare le loro deposizioni o denunzie, sia perchè hanno sempre un interesse vero o presunitoy diretto o indiretto nella causa ; incapacità anche più assoluta a ri­guardo dei delitti di resistenza e -*F ingiuria contro di loro. La ne­cessità dei tempi sarebbe iniquo pretesto. 1 tempi di crisi possono consigliare ai governi misure eccezionali, non mai autorizzare la giu> stizia dei tribunali a render vano ed incerto un titolo di: delìi/to. ed applicare le disposizioni penali oltre i limiti segnati dalle leggi. T ma­gistrati giudicano e non governano E. quindi spero che :sei geiir danni deposero con passione, imagistrati giudicheranno colla ragione . La sentenza condannava tre imputati a mesi quindici della fortezza di Volterra, e gli altri a mesi nove, sempre computato il carcerere­ventavo sofferto.'
Coi sospetti, colla paura e magari colla crudeltà nei riguardi della politica si cadeva talora nel ridicolo come appare nel processo contro­certo Cimba Ili pasticciere di Siena, o meglio contro due panforti da Lui esposti, e che -preoccupò i magistrati, e si trascinò pei tribunali
li Numeri 80, 81, 88, 88, 84 e 85, anno 1} dal 24 gennaio all'U febbraio im