Rassegna storica del Risorgimento

1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
anno <1918>   pagina <141>
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La Gazzetta dei tHhwtaH di Firenze, ecc. 141
sagrestia, si adoperò pietosamente, e coi cenni e colla voce potè otte­nete dagli ufficiali austriaci che ) loro soldati abbassassero le armi, e sospendessero la mai-eia; dopo di che egli dette mano a soccorrere insieme col paesano Giovanni Meini una donna caduta, la quale più ilegli altri era pesta e malconcia.
Intanto però gli armati di bastone continuavano a fare tumulto nella chiesa, e. nonostante le reiterate intimazioni della gendarmeria, rifiutavano di sciogliersi e di ritirarsi. Il gendarme Giovanni Cioiini M uniforme, mentre accoglieva una donna, fu colpito di bastone e ferito nel capo da più individui, i quali, non contenti di eiò, si die­dero ad inseguirlo per la chiesa, sempre insultandolo e percuotendolo.
Il tenente Vegni, che lo vide venire fuggente e sanguinoso verso l'altare maggiore, si mosse dalla sagrestia, e gli andò Incontro per soccorrerlo colla sciabola alla mano* ma egli pur a sua volta fu investito e circondato dagl'inseguitori, spinto verso Etì pilastro, e minacciato /lai bastoni, che gli si ruotavano intorno, ;e; ffeso impo­tente ad adoperare là sciabola;,: óoerévi non liève pericolo, quando sopravvennero a disimpegnarlo da quella stretta alcuni altri ufficiali di gendarmeria, ed i tre veliti, Barsetti, icoioii e Bardi, il primo dei quali ammenò un colpo di sciabola sul capo ad un paesano nell'atto che questi, armato di stile, stava per ferire nel tergo o il Vegni o il Ciolini.
Questo soccorso però non sarebbe bastato a salvare i pochi gen­darmi sparsi per JjtVèhiesa e ricondurre la quiete gè f aiutante Malerba non fosse finalmente intervenuto dai chiosMeol suo plotone armato, e non avesse espulsi per la porta laterale, che fa capo nella via dei Malcontenti, i più ostinati tumultuanti i quali rivoltisi nel­l'atto che uscivano contro la gendarmeria, l'attaccarono a colpi di mattone e con la esplosione di una pistola. Allora fu che il plotone rispose con una scarica delle sue armi, la quale, mentre non offese chicchessia, bastò a disperdere gli ammutinati, ed a far cessare il tumulto .
Fin qui Tatto di accusa pel quale Siro Pèjei fu quegli che, armato di bastone, gridò ora la messa è terminata , è, staccando il parato sovrapposto al pilastro, dette prima e deliberata cagione al tumulto. Respinta tùia pregiudiziale sollevata dalla difesa costituita dagli avvocati Nespoli e Capei Francesco, vien data lettura del rapporto dei colonnello della guarnigione al fi. Procuratore, dal quale risulta che la maggior parili? dei concorrenti al tempio mostravasi con fiori e piccole ciocche di ciprea, e * Atolli' armati di bastoni dì diverse fogge*? mentre sol limitare della sagrestìa i.piùeccitati spingevano con violenza neli' intendimento di dare; addosso agii Austriaci .