Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; ANNESSIONI ; TOURTE ABRAHAM ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ;
anno
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1953
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pagina
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133
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Cavour e le annessioni nelle lettere di) Abraham Tourte 133
all'interno, italianissimi sino agli estremi limiti della possibilità all'estero '-' implica il presentimento, che aveva, delle rinunce che gli si sarebbero imposte. Queste rinunce, avrebbe tentato di evitarle! ina se non potesse evitarle, importava che fossero ben negoziate e ben presentate: da ciò la sua preoccupazione di dichiarare il governo piemontese libero da ogni impegno e niente affatto intenzionato di cedere o véndere o troquer Nizza o la Savoia, ma anche di precostituirsi la possibilità, se avesse dovuto giungervi, di far apparir la cessione un atto di omaggio alla volontà delle popolazioni e non una cessione.2) Questo lo stato d'animo di Cavour quando gli si presentò il nuovo Ministro svizzero col proposito di porre la candidatura del suo paese alla successione del Piemonte nel possesso della Savoia o di parte della Savoia il Chablais e il Faucigny dal momento che la zona pareva destinata a cambiar padrone. Non c'è dubbio che Cavour, se avesse potuto'scegliere, avrebbe preferito cedere quel territorio alla Svizzera che alla Francia; o meglio, avrebbe preferito non cederlo affatto. Non cedendolo, o cedendolo alla Svizzera, avrebbe avuto la solidarietà dell'Inghilterra, che sulla questione della Savoia s'era talmente irrigidita da farne una questione europea, o piuttosto una questione francoinglese meglio che francosarda. 3) Ma la solidarietà dell'Inghilterra era platonica: e non avrebbe mai servito a far realizzare a Cavour il suo programma, il programma delle annessioni. Perciò mentre sarebbe stato lieto, in condizioni normali, di fungere da paciere tra Svizzera e Francia nella delicata questione, *) quando si rese conto della impossibilità di evitare la cessione e dell'interesse di aver le mani libere per negoziarla, prese a considerare le aspirazioni della Svizzera e la resistenza dell'Inghilterra piuttosto come impedimenti che come aiuti. La cessione alla Svizzera, scrisse egli realisticamente, sarebbe stata un contrat de dupe, où il y aurait tout à perdre et rien à gagner. 5)J
Stando così le cose, è un miracolo che i rapporti tra Cavour e Tourte fossero subito improntati a una cordialità senza ombre, e che tali rimanessero fino all'ultimo: è un miracolo che la missione di Tourte, rassegnatosi presto a non aver da Cavour la collaborazione che forse aveva sperato, risultasse utile al suo paese, ed utile al nostro. Tourte aveva dei numeri, per questo. Scrivendo a Fazy, aveva un po' scherzato sulla prudenza che il Consiglio federale gli aveva regalato il est un peu plaisant de me tenir pour plus prudent que vous ) : ma fosse prudenza o fosse altro, sta di fatto che il giovane diplomatico improvvisato guadagnò presto la simpatia del piccolo mondo torinese. Un profilo entusiastico ce ne ha lasciato un suo giovane collega francese, il D'Idevifle, che gli riconosce tutte le possibili qualità, cultura, ingegno, eloquenza, dirittura, schiettezza di carattere: questo ardente repubblicano,
J) Lettera del 19-20 gennaio, in Carteggio eh., ITT, p. 20. Cfr. G. DEL BONO, Cavour e Napoleone III, le annessioni dell'Italia centrale ai Regno di Sardegna, Torino, 1941, p. 269.
2) Cfr. le istruzioni all'Intendente di Chambéry, del 28 gennaio, in Carteggio cit.. Ili, pp. 2729 e specialmente quelle al Governatore di BonneviUe del 2 febbraio, ivi, p. 36; per Nizza, cfr. la lettera al Governatore Montezemolo fn data 27 gennaio, ivi, pp. 25-26.
3) Cfr. più avanti, p. 135, n. 7.
4) Già nel 1859, in tre diverse Occasioni, aveva informato i suoi amici svizzeri delle buone disposizioni di Napoleone verso la Svizzera: cfr. Vutcmmio, L. Vulliemin d'opre* sa cor responda nce et se* fr.rits, Lausanne, 1892 p. 332.
sf Lettera al Dcsambrois del 23 gennaio: Carteggio ehVlEUi pp. 22-23. Lettera del 1 febbraio, da Berna, già citata.