Rassegna storica del Risorgimento

1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
anno <1918>   pagina <144>
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lealtà*'e sfoderata la spada si accìnga a combattere ogni straniero, e noi lo seguiremo. Altrimenti faremo da noi, ed esecrato e reietto esso cadrà cogli altri nostri nemici, perchè popolo che voglia dav­vero supera ogni ostacolo. Chiunque venga fuori per il primo a intuonar r inno di libertà e ci dia prove bastanti da poterci fidare, andremo con lui. Avverte però che prima di muoversi, il popolo guardi bene a ohi lo chiama . L'altro proclama assai lungo ammo­niva che un moto dinastico ini Italia sarebbe un separarsi dal resto d' Europa, e che bisognava sorgere con la bandiera della libertà e della unità italiana . Noi, proseguiva,-, non dobbiamo rivolgerci alla chiesa finché essa non sia trasmutata in chiesa nazionale, ma sfuggirla ; quivi la commemorazione degli uomini morti per la libertà sarebbe un controsensOiX A questi giorni, in onta alle tirannidi, commemoriamo i morti, ma non per piangere né per pregare ; essi non vogliono il nostro pianto, né delle nostre preci hanno bisogno; commemoriamo per fortificarsi in un volere di vendetta grande quanto fu generosa la nazione quando essi morivano traditi .
Parlò eloquentemente il pubblico ministero Trecci, cui risposero con pari eloquenza gli avvocati Nespoli e Capei. Il primo, dopo avere premesso che fra le opere generose, ni una più generosa v' è di quella di morire per la patria , e che sopravvengono congiunture cosi difficili e perigliose che i sentimenti anche più caramente di­letti vogliono essere immolati alla causa prevalènte e suprema del­l'ordine pubblico, argomenta che il divieto del Governo, malignato dai tristi apprestò ad essi gradita occasione per sedurre gl'incauti, mescolare odi e seminare materia di resistenza *. Osserva essere stata la forza di polizia scarsa nel tempio, non soverchia all'esterno, aliena per animo e per disciplina ed anche impotente per numero ad assu­mere attitudine provocante ; aver lasciato il governo modo larghis­simo di far pietosa commemorazione dei cari estinti... anche con atti esterni, dei quali volle impediti quelli soltanto donde le voci corse e le istigazioni della stampa clandestina davano forte sospetto che gli empi studiassero tórre occasione a meditati disordini . La gen­darmeria provocata scaricò le armi, * e mentre non offese persona, riuscì a disperdete gli ammutinati ed a comprimere il tumulto . Ritiene non avere l'orai giudizio fornite ragioni per affermare il Susini ed il Beoherini partecipi al precedente concerto, ma solo cooperatori alle violenze per improvviso, moto di volontà , e con­clude che la carcere da ioèo :SDjftenuta * sìa pena adeguata al loro operalo , proponendo che venissero sottoposti alla sorveglianza della polizia per anni cinque. Con l'Austria e col Borbone non se la sareb-beso cavata a cosi buon mercato.