Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; ANNESSIONI ; TOURTE ABRAHAM ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ;
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1953
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Giovanna Ferretti
da questa aigrcur: osservò anzi che il documento era ben redatto e clic faceva onore a Napoleone IH e alla sua diplomazia. Non commontava la risposta di Cavour, ch'era partita da appena due giorni quand'egli scriveva: immaginava che Fazy la conoscesse già, o forse glie ne aveva mandato copia egli stesso, in una lettera non arrivata fino a noi. Ma accanto alla reazione ufficiale che conosciamo già, la lettera ci rivela quella immediata, alla quale Cavour si lasciò andare commentando l'ultimatum col giovane diplomatico nella visita che gli aveva fatto promettere da Stackelbcrg. Il quadro che ci offre Tourte del petit homme qui se frottait les mains en gantlmrdand è delizioso. E noto che mentre la nota ufficiale reclamava la restaurazione del Granducato, la seconda, segreta, ammetteva un compromesso: cessione della Savoia, regno separato: e questo, comunque, attraverso una nuova consultazione del popolo nell'Italia centrale. Questa imposizione, sappiamo, dispiaceva tanto poco a Cavour, ch'egli era già d'accordo con Farini e con Ricasoli per convocare i comizi; ma essa era per lui un buon argomento per costringer Napoleone ad accettare questa consultazione in Savoia. L'interdipendenza tra i due problemi era sempre il suo cavallo di battaglia: e la foga della sua conversazione con Tourte mostra come lo cavalcasse animosamente. Ma qui Tourte gli contesta il carattere quasi derisorio della frase relativa alla secu-rité de la Suisse, ed enuncia il proposito di un colpo di forza ginevrino nella Savoia: Cavour non se ne sorprende: non si opporrà con la forza; protesterà: ma la protesta sarà simbolica, purché da parte svizzera lo si informi au moins vingt quatre heures d'avance . Ho il sospetto, ma solo il sospetto, che Cavour faccia qui, alle spalle della povera Svizzera, il doppio gioco, e giochi grosso. L'avvertimento preventivo che chiedeva a Tourte, avrebbe probabilmente fatto la fine di quei rapporti del console Bruno relativi alle concioni di Fazy ch'egli aveva mandati due settimane prima a Nigra, e avrebbe servito a smontare la diffidenza arcigna di Napoleone e del suo ministro. Per fortuna nessun avvertimento gli fu dato: il colpo di forza ginevrino, di cui in questa lettera son gettate le basi, si ridusse poi, lo vedremo, a una manifestazione così pietosa, che non solo il Consiglio federale, come si raccomanda qui, non se ne volle assumere la responsabilità, ma anche Tourte e lo stesso Fazy e i loro amici politici meno scalmanati vollero poi far credere d'esservi stati estranei; e per la cura con cui s'erano precostituiti i loro alibi, ci riuscirono.
Ma -prima di arrivare a questa estremità, l'uno e l'altro volevan tentare fino all'estremo la via diplomatica. Il 7 marzo Tourte informa Cavour degli affidamenti dati da Napoleone al ministro svizzero a Parigi di cedere alla Svizzera il Chablais e il Faucigny, quando entrerà in possesso della Savoia. Si tratta di affidamenti niente affatto recenti, il colloquio tra Kern e l'imperatore è del 31 gennaio, '' e superati dagli avvenimenti. Probabilmente Cavour li conosce da un pezzo anche lui: ma si serve adesso della notizia senza dirne la data, per scrivere a Nigra e impegnarlo a parlarne con Thouvenel: si cela
1 J. K. KER.N. Souvenir* potititjum redigés uvee la collaboraiian de Charles Dubois, Bermi, 1887, pp. 179-80. Di più, accontili il rapporti uflieiale invilito da Kern lo stesso giorno (L. MON-NIKH, op. dt. pp. 48-50), la risposta di Napoleone non era stata affatto impegnativa, per quanto il tono fosse stato cordiale. Gli affidamenti furono invece dati, in seguito a un intervento di Lord Cowley, da Thouvenel a Kern, e dal Barone Tillos a Frey-Hérosée il 6 febbraio (ivi, pp, 58-59): e Napoleone li confermò implicitamente in qualche parola scambiata uon Kern in un ballo allo Tuillcrìes il 19 febbraio (ivi, p. 60),