Rassegna storica del Risorgimento
1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
anno
<
1918
>
pagina
<
145
>
La Gazzetta dei trihimaM di Firenze, eac 145
Nella sita ardente difesa l'avvocato Nespoli ebbe qualche scatto rivoluzionario tanto che fu costretto a mutilarla. Avendo ad un certo punto esclamato : Sì, o signori, quando un paese è passato per le yicende politiche per le quali è passata insieme col' Italia la nòstra Toscana, quando un popolo ha visto balenare l'iride della speranza , il presidente Del Greco, abbarbagliato da queir iride e dalla foga tribunizia dell'oratore, lo interrompeva ammonendo: Lasciamo 1*iride delia speranza, non parliamo di cose politiche; parli della causa, e si dispensi da ogni ; altro estraneo soggetto. Torno a ripeterle l'avvertimento fattole fino dalla prima mattina che non è assolutamente permesso censurare le misure governative; 0 buone o cattive ch'elleno siano è debito di rispettarle io qualunque siasi società anche repubblicana. Non ammetto discussione su questo proposito . Ma il Nespoli di rimbalzo: Quando un popolo ha fatto quanto era in suo potere per coronare le sue più belle e generose aspirazioni , e "il presidente Del Greco : Oh, smetti amo ; taccia, signor avvocato, su questo tema ; qui non si tratta di ristabilire la bandiera della indipendenza Italiana: il suo linguaggio non posso permetterlo . All'avvocato non restò che protestare, dichiarando la questione di diritto per 'Sua parte insoluta e la difesa incompletài., Yei?o è che aveva già parlato diffusamente. Si noti poi ch'egli pure constatava che lo sparo dei gendarmi non aveva avuto conseguenze funeste.
Calma, posata e strettamente giuridica fu la difesa pronunziata dal Capei, ma piena di acume e dottrina. Cerca di escludere i premeditati accordi e l'intenzione di suscitar tumulti e disordini. E poiché, cosi sì esprime, il signor Presidente ci ha Sfcvwertiti che non possiamo né dobbiamo esaminare le istruzioni governative, le esamini dunque accurata melile per me nella sua saviezza la Corte, e dove le trovi nel senso della difesa difettose, scenda a conoscere in qual grado d'imputabilità siano i nostri patrocinati, a benefizio dei quali invoca altresì le ferite sofferte (il Susini avea ricevuto da un gendarme, un colpo di sciabola alla testa), e la età giovanile.
La Corte condannava i contumaci* Pesci e Raspolini alla reclusione nella casa di forza di Volterra', Jrprinio per mesi cinquantasei, ed il secondo per mesi quaranta ; il Becherini È carcere sofferto, ed assolveva, dichiarandone la non reità (frasario del tempo) il Susini ed il Batelli, ordinando parteciparsi rapporto a ciascuno di essi il processo all'autorità politica, e sottoponendo il Becherini, diciasettenne ed impedito del braccio sinistro, alla vigilanza della polizia
per tre anni.
a tutto quanto abbiamo imparzialmente esposto resta, se non ralinganno, provato ohe nel doloroso avvenimento onde rimase tur-
10.