Rassegna storica del Risorgimento
1851-1853 ; TOSCANA ;"GAZZETTA DEI TRIBUNALI"; GIORNALISMO
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1918
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G. Rondóni
bata la quiete sublime di un tempio sacro, nonché alla fede, al genio ed all'arte, non occorsero gli eccessi poHziescbi coloriti dalla tradizione patriottica.1 Non vi furono morti e feriti gravi secóndoohè corse voce, ed anche i leggeri, ammesso pure che nella versione ufficiale vi sia esagerazione, furono pochissimi. Gli Austriaci non infierirono né fecero uso delle armi, e solamente coadiuvarono i gendarmi, ma senza gravi violenze, a sgombrare la chiesa. Dn accordo per suscitare una Sommossa di stale più o meno mazziniano (in quegli anni tali conati erano fra i più dei liberali quasi di moda, e si confronti ciò* che avvenne a Milano nel febbraio del 1853, ed anche i moti di Genova e di Livorno dei 1857) era stato vagheggiato ed in parte preordinato come risulta dai fogli della clandestina, e quasi eco dei versi terribili del Poeta Cesareo stampati alla macchia in quel torno di tempo in Toscana ; fogli d'intonazione eminentemente rivoluzionaria sparsi fino dal mattino per la città e poi nel tempio. Che se molti cittadini si proposero di fare soltanto una pia dimostrazione pacifica, non mancarono certo i rivoluzionari veri e propri come risulta dal sequestro di bastoni con stocco, con punte di ferro o con pomi di ferro fasciati di pelle, nonché dallo stile vibrato contro il tenente Vegni salvo per miracolo. Perciò, e data, la natura di quei giorni e la circostanza di avere in casa gli Austriaci sospettosi e pronti agli eccessi, il governo po'poi non esorbitò gran cosa vietando al marchese Barlolommeij ili quale ne aveva fatta istanza al prefetto Petri, la messa funebre- epmine-morativa (quante dimostrazioni patriottiche non i vietarono ài giorni nostri nella Italia redenta), né i gendarmi abusarono del loro ufficio se, provocati gravemente, reagirono, ma senza recar seri danni. Curiosa poi che il governo toscano,, fine non poteva rinnegare tutto ad un tratto tutte le sue tradizioni di tolleranza, cercò con uno dei solili amminicoli del i vesto e non ti vedo, salvare, come suol dirsi, capra e cavoli, e mentre proibiva la messa funebre. :del resto men consentita dal rito in quel giorno festivo (letfÀSRensione :{?! igitìvem permetteva una specie di commettioraziòne Licita ;ecl ràttenuàtà, e ieìoè fiori ed emblemi funebri. Infine è ;nstizia storica riconoscere che ógni altro governo, in caso e circostanze simili, avrebbe fólto lo stesso, e
1 Era gli opuscoli a scopo rivolussionarJo del 1859 V. quello intitolalo QU attimi dieci anni del f/ommo loFonw, Flrenzo, Torelli, pag. 15. Quivi a proposito dei tota di S. Owxso si parla Al nwwlvu0a. jiolieia. montm in altro opuscolo dolio stesso anno HSmeiitù vittime tmona; JSicom F>.mm pp Torelli, pagg. 33*34, i fotti Messi si qualificano atmcmimU e si aggiungo uno il Malerba e il "Vegni supera, rono in: violenza l'austrìaco istigatore.