Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; ANNESSIONI ; TOURTE ABRAHAM ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ;
anno <1953>   pagina <155>
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Cavour e fa annessioni nelle lettere di Abraham Tourte 155
Egli non ora portato a suicidarsi politicamente; e nel corso degli ultimi meri aveva molte volte resistito alla pretesa del gabinetto di Parigi, di spingerlo al suicidio politico: ora, proprio Tourte, che gli era stato accanto e aveva sempre solidarizzato con lui in quei frangenti, avrebbe voluto da lui la con­fessione che l'antico trattato gli legava le mani ? Anche il telegramma di pro­testa per la voce che s'era sparsa d'un colpo di mano ginevrino in Savoia, sembra turbare Tourte: eppure, quest'iniziativa di protestare gli era stata comunicata in precedenza da Cavour, e sembra, dalla sua lettera del 3 marzo a Fazy, che si considerassero d'accordo: essa anzi implicava una comunica­zione confidenziale preventiva da parte di Tourte che, trattandosi di un falso allarme, non c'era stata. Ma nell'insieme, egli ha buon gioco, nella lettera, a recriminare e a dire d'essere stato profeta inascoltato: la recriminazione, s'intende, è rivolta al Consiglio federale. Intanto la situazione, anche dopo il trattato del 24 marzo, dava luogo a continui malintesi per la questione della Savoia e di Nizza, territori che dovevano essere attraversati dai soldati fran­cesi dell'armata d'Italia nel loro ritorno in patria ormai deciso senza più mo­tivi polemici. A Cavour premeva che non vi si trattenessero, e che il plebi­scito avesse luogo senza la loro presenza. In un momento di amarezza gli venne fatto di dire: Si l'Empereur nous trafte comme il a traité les Suisses, il n'aura plus un seul ami en Europe. *) Questa solidarietà implicita non impedi a Tourte, come sappiamo da una sua lettera a Fazy del 7 aprile,z) di presentargli una nuova protesta cui egli rispose: parallelamente una protesta era presentata da Kern a Thouvenel; e poiché verteva sulla no­mina di funzionari chiamati a sostituire quelli che vi prestavano servizio prima che la cessione fosse decisa, la risposta fu una schietta rivendica­zione dei diritti che il governo sardo esercitava ancora sul territorio.3) La lettera del Tourte continua: Cavour a déclaré à Hudson qu'aucune votation n'aurait lieu en Savoie tant qu'il s'y trouverait un seul pantalon rouge; e sappiamo con che puntiglioso amor proprio questa condizione fosse tenuta ferma: se non ohe, sfiduciato com'era oramai, Tourte commenta: Je crois que Cavour, par ses concessione exagerécs à Napoléon et par son aban-don de la Suisse, se prépare à una rude reaction dans le sein du parlement . La rude ré action che lo stesso Cavour s'attendeva4) fu allora arginata, ma sappiamo che si ripresentò un anno dopo, il 18 aprile 1861, e fu fatale a Cavour. Ma in questa lettera a Fazy si tratta oramai di commenti buttati giù. con animo distaccato, il mandato per il quale Tourte era stato inviato a Torino e s'era tenuto a fianco di Cavour, è venuto a mancare. Decisa la sorte della Savoia, estraneo oramai il Piemonte agli strascichi che continueranno a dar materia di discussione a Parigi e a Londra, Tourte rallenta i suoi rap­porti con Cavour, che vede nel suo contegno una prova della scarsa simpatia
1) Lettera a Migra del 4 aprile. Cariaggio eh., HI, p. 245.
2) Fondazione Fasy, Lettere Tourte, 142-43.
3) Lettera di Nigra e Cavour del 6 aprile: Carteggio ci';.-, Ili, p. 250. - Le nomine, di od la Confederazione si doleva, erano stato fatte tutte per espressa designazione di Pietri e di Laity, i due delegati del governo fruncese: cosi F. Arese al doti. Conneau il 28 aprile' (B. BONTADINI, op. r,u.f p. 262).
*) Lo cession de Mice, gràce rartout aux raauvais procède* francala, me fait un tori immense dans l'opinion puiriique, surtout en Pièmont, lettera a Migra dell'LI oprile. Carteg­gio cit., Ili, p. 256.