Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; ANNESSIONI ; TOURTE ABRAHAM ; CAVOUR, CAMILLO BENSO DI ;
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1953
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Giovanni Ferretti
della Svizzera;1) le sue lettere a Fazy hauno soltanto sporadici accenni ai grandi avvenimenti del momento e non ne hanno più alla questione della Savoia. L'ultimo accenno, che si legge nella lettera del 7 aprile, merita un chiarimento: J'espère que ce pauvre Perrier s'en tirerà à bon marche. U n'y a pas grand crime à fratemiser sans armes avec des voisins. Si vous pouvez le voir, serrez lui la maiu de ma part.
Perrier le rouge, quel deputato del Gran Consiglio ginevrino che non senza ragione Tourte aveva suggerito di escludere dalla congiura,2) aveva il 30 marzo tentato di attuare quel colpo di forza che da mesi Tourte andava consigliando a Fazy, ma il tentativo s'era risolto in una manifestazione grottesca: una quarantina di scamiciati s'erano imbarcati con lui per Thonon e per Evian, e nelle due cittadine s'erano dati ad abbondanti libazioni: 3) di là, senza aver menomamente commosso i nativi come non li avevano commossi ventisei anni prima i compagni di Mazzini e di Ramorino, s'erano imbarcati nel pomeriggio per Ginevra: appena giunti nelle acque territoriali furono arrestati, fu aperta un'istruttoria, fu provveduto dalle autorità ginevrine a informare il Consiglio federale, il governo sardo e il governo francese, dando assicurazioni: così la carnevalata, benché costituisse una violazione di territorio flagrante, non ebbe nemmeno l'onore di una protesta, (nemmeno da Cavour, che sarebbe stato nel suo diritto !); l'istruttoria fu condotta con molta bonarietà, e appena il giudice ebbe la sensazione che a voler veder chiaro si sarebbero compromesse personalità in vista, fu troncata: Perrier fu liberato e tutto si mise a tacere. In realtà, Fazy era stato stranamente assente da Ginevra, il 30 marzo: era andato due giorni prima a Berna dove lo chiamavano i suoi doveri di Consigliere federale; assente, con un congedo di 24 ore per affari urgenti, Vuy, il Consigliere di stato preposto al dipartimento di polizia; assente Tourte, anche lui Consigliere di stato, che si trovava a Torino. Nel volume del Mounier, l'episodio è narrato con molti particolari appoggiandosi su molte testimonianze::*) e ne risulta che si trattava di un movimento di volontari che, se avesse potuto suscitare nella Savoia settentrionale un'agitazione in favore dell'annessione alla Svizzera, avrebbe potuto giustificare l'invio di truppe federali. Ma il Mounier scagiona il Consiglio federale, e, per quanto perplesso, tende a scagionare anche il Consiglio di stato ginevrino e Fazy. Enuncia anche, senza fermarcisi su, la congettura, visto il male che l'iniziativa fece alla causa della Svizzera e il profitto che ne trasse la stampa francese, che la responsabilità della spedizione di Perrier risalisse ad agenti provocatori francesi:5) lo stesso Fazy, se vi ebbe parte, ve
1) In una lettera a Jocteau, dcll*8 luglio 1860, riassuma da L. C. BOLLICA, ap. efe p. 273, Cavour li duole di questa scarsa simpatia, riconosce però nel Tourte un caldo partigiano della causa Italiana .
2) Cfr. in questo articolo p. 143, n. 2.
3) Questo delle libazioni, è un particolare messo in rilievo dal corrispondente della Gaietta de Lausanne in un numero Btraordinario del 30 marzo e in quelli dei giorni successivi, riprodotti nello stesso giornale il 30 marzo 1940, col titolo Un combat naval fuillit intubivi-le* eaux tlu Liman.
V Op. cìt., pp. 222-247.
s li M. nota che c'erano tra i volontari o almeno tra i simpatizzanti di Perrier, dei fuorusciti francesi. Avrebbe potuto aggiungere che anche fuorusciti italiani cercavano di aizzare: tra gli altri De Boni, da Zurigo, e Pi un ri ani, ch'era a Ginevra. Una lettera di De Bon! a