Rassegna storica del Risorgimento
LAMBRUSCHINI LUIGI
anno
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1953
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pagina
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159
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H cardinal Lambruschini, ecc. 159
ultimi io stesso dedicavo alcune pagine del mio volume Stato e Chiesa sotto la Monarchia di luglio all'attività dispiegata dal Nunzio a Parigi dopo le giornate di luglio. ')
Mi sia concesso ora, sulla base della letteratura esistente, tornar più dettagliatamente sull'argomento e analizzare alcune fasi cruciali dell'attività diplomatica del Lambruschini a Parigi. È mio intendimento, in tal modo, non solo fare il punto su un'importante e delicata questione diplomatica ma anche, come si accennava, cogliere i tratti del carattere, le direttrici di azione, gli interessi spirituali e materiali di questo, in definitiva, non troppo noto personaggio della storia italiana del diciannovesimo secolo.
2. Quando il Lambruschini fu incaricato di rappresentar la S. Sede presso la corte di Carlo X la situazione politica della Francia, malgrado un'apparente stabilità, era piuttosto incerta: il partito liberale si andava affermando, contrasti e opposizioni maturavano. E anche la situazione religiosa era delicata: l'episcopato risentiva ancora gli effetti della bufera rivoluzionaria e napoleonica; il Lamennais e i suoi seguaci già destavano qualche preoccupazione per gli sviluppi che le teorie da loro professate avrebbero potuto assumere; talune diversità di opinione presentava persino il basso clero.
Giunto a Parigi l'8 febbraio 1827 per sostituirvi nella nunziatura Mons. Vincenzo Macchi, il Lambruschini avvertì subito quanto arduo fosse il compito affidatogli. Era, pur avendo dato buone prove di capacità in momenti difficili, uomo nuovo alla diplomazia e alla politica: fin'allora aveva appena varcato la cinquantina la sua vita era stata prelevantemente spesa negli studi, nell'insegnamento e nell'amministrazione diocesana. Tanto più, quindi, il primo contatto con gli ambienti politici della capitale di Francia doveva incutergli, pur non confessandoselo, un po' di soggezione.
Scrivendo le sue memorie, parecchi anni dopo, riconoscerà che Parigi era il ... vero centro donde il veleno della corruzion religiosa e politica propagasi in tutti quanti gli altri regni della terra, e che chiamar si può a giusto titolo la Babilonia de' tempi moderni.2) Questo giudizio, tuttavia, risente molto del fatto di essere espresso a posteriori: agli inizi della nunziatura, come chiaramente appare dai rapporti inviati a Roma, la situazione politica e religiosa di Parigi e della Francia non gli sembrava troppo pericolosa.
Sotto l'aspetto politico aveva fiducia nel regime di Carlo X: elementi di perturbazione gli destavano soltanto l'eccessiva (a parer suo) tolleranza usata verso i liberali e, soprattutto, la conseguente troppo spinta libertà di cui godeva la stampa. Riguardo a quest'ultima scriveva, con non poca meraviglia, il 18 aprile 1827, qualche tempo dopo il suo arrivo a Parigi: I giornalisti son divenuti qui una vera Potenza* che amando di censurar tutto, e di calunniar tutti, non vogliono piti neppure l'ombra di censura per loro stessi3' e aggiungeva, il 5 settembre, al momento dello scioglimento della Camera: L?ordinanza Reale che decreta la cassazione della Camera dei Deputati, e quindi nuove
*J E. PISCITELI,!, op. e toc eh.
2) I. LAMBRUSCHINI, op. cit., p. 33.
3} Archivio Segreto Vaticano - Segreteria di Stato. - Rubrica 248,1827 Dispaccio 48* del 18 aprile 1827, Lambruschini a della SomagHa. D'ora in poi le lettere A. S. V. indicano l'Archìvio Segreto Vaticano, sottintendendo il fondo Segreteria di Stato.