Rassegna storica del Risorgimento
LAMBRUSCHINI LUIGI
anno
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1953
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pagina
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163
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Il cardinal Lambruschini, ecc. 163
si riforma la legge delle elezioni nel senso monarchico e in modo da poterne ottenére un buon risultato... 1* Ora vedremo come anderan le cose. Forse il partito demagogico farà nascere qualche inconveniente, ma il monarca è fermo. Egli ha detto che un Re deve morire a cavallo con le armi in mano e non mai lasciarsi trasportare da colpevoli al patibolo su di un vii carretto, come fece l'infelice Luigi XVI. Il Delfino esprime i medesimi sentimenti* i signori ministri agiranno tutti con intrepida realtà ed io son persuaso che, ove pure nasca la necessità di una lotta, Varmata seconderebbe il governo e che al Re sarà la vittoria . 2)
Mettendo a confronto i passi ora citati ne risulta evidente il divario. Anche dal dispaccio al Cardinal Albani può trasparire che il Lambruschini è ve-nuto a conoscenza delle ordinanze soltanto dal Moniteur, ma diversi sono i concetti e le affermazioni dei due documenti; nella lettera all'Alfieri il Nunzio dichiara che si è agito disgraziatamente, senza lume e senza consiglio e che, di fronte ad un tentativo rivoluzionario già organizzato, le conseguenze non potevano essere che dolorose', nel rapporto all'Albani, invece, approva l'operato del Ministero, loda con entusiasmo Patteggiamento del Re e della Corte, esprime la propria incontrastata fiducia nel superamento della crisi purché si ricorra a mezzi forti (questo, come apprendiamo, è il suo persistente pensiero) e, quel che più conta, mostra in modo chiaro la sua soddisfazione per l'emanazione delle famose ordinanze.
Di fronte alla disparità delle affermazioni, per evidenti ragioni di data e di destinazione, quelle del rapporto all'Albani ci sembrano più probanti e conformi al real sentimento dell'autore.
Si tenga, del resto, ancora presente che, a rivoluzione scoppiata, il Lambruschini confessa, con perfetto candore, di aver esortato Carlo X a porsi alla testa del campo di SaintHomer e a continuar la lotta in provincia,3) consiglio da uomo di parte e non da Nunzio pontificio, come osserva il Maturi. *'
Se a spiegar la condotta e l'atteggiamento del Lambruschini gli elementi raccolti non fossero ancor sufficienti, resterebbe pur sempre l'impressione che si ricava leggendo in complesso i rapporti inviati dal Nunzio nei periodi immediatamente precedente e seguente le giornate di luglio, nonché le stesse memorie sulla Nunziatura di Francia. Queste, anche se scritte a distanza di tempo, tradiscono le simpatie di chi scrive, non riescono a dissimularne gli interni atteggiamenti. E l'impressione generale, concludendo, è questa: che il Nunzio non limitasse la sua azione a quella di semplice osservatore ma, richiestone o no, non fosse alieno dal distribuire consigli e esortazioni per il trionfo della causa della legittimità e, insieme, della salvezza dell'ordine sociale e religioso.
3. - Già pochi giorni dopo la proclamazione di Luigi Filippo a Re dei Francesi una relativa calma si era ristabilita a Parigi. Al Lambruschini, però, rimasto veramente sorpreso dalla bratta piega presa dagli avvenimenti, sem-
') li Lambruschini cita imperfettamente le ordinanze che, come à noto, furono quattro: in quella che chiama la seconda riassume le altre tre relativo allo scioglimento della Camera, alla formazione della nuova e alla convocazione dei comizi elettorali.
*) A. S. V. Rubrica 248, 1830. Dispacciò 602 del 26 luglio 1830, Lambruschini ad Albani.
3) Cfr. L. IAMBBusomNrt op. cti., p. 207i
*) W. MATURI, op. e loe. diati.