Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <167>
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Il cardinal Lambnischi ni, ecc.
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capitale francese un rappresentante di grande capacità e un informatore esatto (le notizie date dal La ni bruschi ni sulle agitazioni dei profughi italiani non consigliano la sua sostituzione); gli interessi religiosi vogliono che l'epi­scopato, il clero e la stessa popolazione non si sentano abbandonati nelle mani dei governo. Pertanto, il richiamo e la sospensione dei rapporti diplo­matici potrebbero, in quel momento, aver pessime ripercussioni e nuocere alla politica conciliante della Santa Sede.
11 Nunzio, frattanto, segue passo passo le cose di Francia: non è certo ottimista, anzi prevede il peggio. Secondo le sue informazioni la nuova Mo­narchia non reggerà, la repubblica (l'anarchia) è alle porte. Ma, nel nuovo ambiente, la situazione sua personale è profondamente mutata: egli è il sem­plice rappresentante di una potenza di secondo ordine e si accorge di muoversi su un terreno infido, di esser circondato da sospetti e antipatie. Per que­sto desidera por subito fine alla sua missione. '>
4. Ad aumentar le difficoltà tra le quali il Nunzio deve operare si aggiunge la strana procedura della trasmissione delle credenziali al nuovo Re. In se stesso il riconoscimento di Luigi Filippo costa al Lambruschini grande fatica ma il modo in cui è costretto a eseguirlo non è certo tale da diminuirne la pena.
Con dispaccio dell''11 ottobre egli annunziava a Roma: La Segreteria di Stato ha creduto di consegnare al Sig. Conte di Montesquieu le nuove lettere credenziali con le quali mi si accredita come Nunzio di S. S. presso il Re dei Francesi. Poche ore dopo l'arrivo di un tal Signore in Parigi il governo ed il pubblico conobbero non solo la ricognizione fatta dalla Santità di N. S. e dal Sovrano di Napoli del nuovo Re Luigi Filippo ma si ancora la trasmissione dei nuovi mandati di credito ai due rispettivi ambasciatori di tali potenze. Io stesso aveva sentito parlare di tal cosa prima di aver tra le mani il piego di V. E. Questa circostanza mi fece subito prevedere Vimbarazzo nel quale io era stato messo per l'esecuzione delle ingiuntemi istruzioni.... 3)
In effetti il Nunzio, il 27 settembre, aveva avuto l'ordine di presentar le credenziali dopo che gli agenti di altre Corti cattoliche e, soprattutto, quello dell'Austria, avessero presentato le loro. La leggerezza del Cardinale Albani di inviare troppo presto i brevi di riconoscimento e di consegnarli nelle mani Stesse dell'inviato speciale aggravava la sua già tanto difficile posizione. Dun­que, non soltanto la S. Sede non prendeva alcuno dei provvedimenti da lui suggeriti e riconosceva sic et simpliciter il nuovo governo, ma usava pure cor­tesie verso l'inviato straordinario del govorno francese. Al Lambruschini sembrava davvero troppo.
Malgrado ciò- egli decide di sbrogliar la matassa (affrontar le situazioni, assumere, quando e il caso, le proprie responsabilità son lati del suo carat­tere). Si reca, quindi, F8 ottobre dal Ministro degli Esteri, conte Mole; questi chiede che il Nunzio presenti immediatamente le credenziali; l'altro replica
') Il Vi DAI. (op. e toc. eli., p. 498) sostiene che dopo la ondula di Carlo X il Lambru­schini considerava la sua missione praticamente terminata: Personellement, il se considera, désoruiais, cornine un simple particulier puisqu'il u'uvait été accrediti; qu'uuprès de Charles X. et il crai sa mission termiiiée.
2) A S. V. Rubrica 248,1830 - Dispaccio 629 dell'I 1 ottobre 1830, Lambruschini a Albani.