Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <169>
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TI cardinal Lambruschinì, ecc. 169
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Le fonti non. curiali ammettono in generale che il sentimento religioso dopo le giornate di luglio è scaduto; quelle curiali, naturalmente, dipingono la situazione a fesche tinte; '' ma, dalle une e dalle altre, si può trarre la con­vinzione che gli atti di violenza contro la religione furono pochi. Durante le giornate di luglio: l'invasione e il saccheggio dell'Arcivescovado,, del noviziato dei Gesuiti e della Casa madre dei missionari del Monte Valeriano; dopo, il 14 febbraio 1831, il saccheggio di Saint-Germain-l'Auxerrois, in occasione del­l'anniversario della morte del Buca di Berry, e di nuovo, dell'Arcivescovado. Tutto questo in Parigi; fuori, in provincia, ancora qualche episodio isolato. 2*
Alle autorità piaceva affermare che gli atti di violenza erano stati diretti contro il clero ostile alle nuove istituzioni e alla dinastia, non contro la reli­gione cattolica. 3)
Lo Schmidliu afferma che Lambruschini, der wenig Hofinung begte und nur Anarchie sali, bezeichnete die religiose Lage in Frankreich nach der re­volution als àusserst schmerzlich . 4)
L'affermazione dello Schmidliu. pur cogliendo il pensiero del Lambru­schini, sembra contener l'ombra di un rimprovero, l'accusa di un'esage­razione ... nur Anarchie sali. Ma in essa è, forse inconsapevolmente, presente la conoscenza dell'ulteriore svolgimento dei fatti (mutata politica francese, risveglio cattolico, formazione del partito cattolico, ecc.): vestendo l'abito re­ligioso, vivendo in un periodo travagliato e in un ambiente mutato, era assai difficile, che il Nunzio vedesse e riferisse diversamente; né si può accusarlo di esser dotato di scarso spirito di osservazione quando la situazione politica francese non gli riesce troppo chiara. Del resto i compiti dell'informatore che, in circostanze eccezionali, fissa la sua attenzione su un particolar momento, e quelli dello studioso, che dispone di calma per l'analisi di una serie di avve­nimenti, sono, è ben chiaro, diversi, ma la situazione del primo (meno tecnica e più umana) è spesso assai più difficoltosa di quella del secondo.
*) Anche il Martin, di recente, dopo tanti studi in proposito sembra esagerare su questo punto: La revolution fot... violemment antireligieuse . J. P. MABTIN, op. cU p. 13.
a) Al di fuori di questi atti di violenza e dei sospetti esistenti contro il clero, bisogna notare che verso la religione era piuttosto diffuso un senso di indifferenza o, meglio, dì supera­mento, specialmente in alcuni ambienti. L'abito dei preti, il rito e i costumi cattolici erano cosi oggetto di scherno e di caricatura; era risorta, insomma, prendendo nuove vie e nuove forme attraverso O liberaicsimo e il socialismo la spicciola e popolare filosofia di Voltaire.
A. Debìdour, un autore anticlericale, che scrive sulla fine del secolo dccimono.no e segue la dottrina della completa separazione dei rapporti tra. Stato e Chiesa - basata sul prin­cipio della libertà di colto da una parte e della sovranità dello Stato, dall'altra osserva a p. 443 della Histoire dee rapporta de PEgliee et de fot en Franco de 1789 à 1870, Paris, 1898: All'indomani delle tre giornate si poteva credere che la Chiesa impopolare e vinta al pari della sovranità legittima sarebbe stata molto maltrattata e avrebbe subito a sua volta rappresaglie da parte della libertà. Noi non diremo che non accadde assolutamente nulla, ma le rappresaglie il limitarono a poca cosa.
Sobria e efficace, anche se ispirata ad altri sentimenti, è la descrizione della situazione religiosa in Francia fatta dal Thurcau-Dangin UEgliee et VÉtat soue la monarchie de JW/M, Paris 1880. L'opera, per ricchezza di notizie e acume di osservazioni, anche se non completa e controllata nell'esame delle fonti, è da considerarsi di grande importanza per lo studio della storia politico-religioBa del periodo.
') E. PwcrrJaJM, op. alt., p. 17 e segg.
*) J. SCUMIDLIN, op. cri., V. I, p. 499.