Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <170>
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Enzo Piscitulli
Per il Lambruschini la situazione del cattolicesimo in Francia era, dun­que, divenuta molto allarmante e i suoi frequenti rapporti destavano a Roma inquietudine e preoccupazioni, rese ancor più vive dal fatto che molti Vescovi francesi ricorrevano alla S. Sede chiedendo aiuto e consiglio.
Già in un'adunanza della Sagra Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari, il 22 settembre 1830, alla presenza dei Cardinali Pacca, De Gre­gorio, Zurla, Micara, Cappellani e Albani, per risolver i dubbi manifestati da alcuni Vescovi francesi, era stato, fra l'altro, decìso che le convenzioni e i trattati stipulati tra la Santa Sede e il Governo francese si considerassero in vigore: ... quatenus ex parte Guberaii Gallicani observentur..., che si prestasse giuramento al nuovo Re, che la preghiera al Re con la recitazione del versetto Domine salvum fac nostrum regem Philippum, fosse doverosa essendo ormai il Re in pacifico possesso del trono. l'
Tornando al Lambruschini, mentre questi nei rari contatti coi membri del Governo francese si sforza di usare un linguaggio prudente e di nasconder le sue contrarietà personali, nelle informazioni che invia a Roma rivela un'an­sia profonda peri nuovi principi compromettenti l'ordine e la legittimità non soltanto in Francia ma nella stessa Europa.
Liberalismo e cattolicesimo erano allora termini antitetici e, quindi, non conciliabili e non... apparentabili: liberalismo vuol dire rivoluzione e rivo­luzione vuol dire sconvolgimento dell'ordine giuridico, sociale e religioso. Nel Lambruschini tutto ciò è connaturato e, neppure in seguito, il suo pensiero potrà subire la più. lieve modifica.
Nuove difficoltà sorgono frattanto in Francia. Il 24 dicembre 1830 il Mi­nistro degli Affari Esteri Orazio Sebastiani invia una lettera al Lambruschini in cui lamenta che i Vescovi di SaintClaude e di Aix comunichino diretta­mente con la Santa Sede e non tramite il governo francese, rendendosi così colpevoli di reato ai sensi del Codice Penale napoleonico ancora in vigore su quel punto. I due Vescovi vogliono dissipar un dubbio circa l'autorizzazione di cantare la preghiera al Re nella celebrazione dell'officio divino. Il Nunzio risponde al Ministro evasivamente, ma, poi, dando notizia della, cosa .al Poli-dori, Segretario del Conclave, dice: Avendo veduto... che mi si era diretta la nota che le annetto {la lettera del Ministro), dopo di averla bene esaminata, ho creduto di ravvisarvi due intenzioni, Vuna di presentarmi la battaglia col chiamarmi ad una discussione di principio, l'altra di ottenere da me una risposta della quale potesse servirsi il governo a carico dei Vescovi nominati. Risoluto di evitare il secondo gravissimo inconveniente, ho esaminato se dovessi entrare in lizza per ciò che riguarda il principio. La causa sarebbe stata bella ed io sentiva propriamente il prurito di trattarla e di affrontare coraggiosamente la batteria; ma non tanto la qualità di questa legislazione quanto la violenza e la gravità- delle circostanze mi hanno dovuto ben presto convincere che se le ragioni militerebbero tutte in loro favore, le conseguenze della lotta ci sariano in questo momento del tutto sfavorevoli . 2)
Per superiori necessità di ordine politico e, soprattutto, nell'interesse della .religione, il battagliero Lambruschini deve ancora una volta moderarsi
H À. . V. Rubrica 242 (Questioni di ulta diplomazia) 1826-32, busta 13. 2) A. 5. V. Rubrica 248, 1830 - Dispaccio 659 del 29 dicembre 1830, Lambruschini a Folidori*