Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <171>
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Il cardinal Lambruschini, ecc. Ì71
e far buon viso a cattivo gioco. Il 13 gennaio 1831, Paolo PoJidori che, come Segretario del S. Conclave, esercita le funzioni di Segretario di Stato, risponde approvando e lodando il comportamento del Nunzio dettato dalla prudenza e dalla conoscenza della situazione locale, ma aggiungendo che a voce si sarebbe potuto far rilevare qualche argomento che non era consi­gliabile porre per iscritto. 1
Il che, espresso in forma precisa, anche se attenuata e circostanziata, non modifica la linea di condotta ormai assunta dalla S. Sede: tenere un atteg­giamento fermo e deciso ma. nello stesso tempo, rispettoso dell'autorità sta­tale. Nel campo politico evitare gli inconvenienti, smussare gli angoli, eli­minare le ragioni di attrito; nel campo strettamente religioso mantenere i propri punti e rintuzzare le interferenze, difendendo a ogni costo gli interessi della fede cattolica.
D'altra parte, preoccupazioni di carattere interno affliggono, è ben noto, lo Stato Pontificio: meglio non aggravar la situazione con complicazioni all'estero. Anche per questo, sotto il nuovo pontificato di Gregorio XTVIj là politica della S. Sede non muta.
Malgrado l'acquiescenza mostrata da Roma i rapporti tra la Francia e la S. Sede, dopo alcuni mesi dall'instaurazione della nuova monarchia, non subiscono alcun miglioramento. Il Nunzio a Parigi è semplicemente conside­rato il rappresentante di una potenza territoriale. Nulla di più. I membri, del governo e, in prima linea, lo stesso Re son sempre pronti a scorgere nel clero un infido attaccamento al cartismo. E tanto più la posizione del Lambruschini è difficile in quanto si sospetta che egli agisca a favore di Carlo X e per il suo ritorno in Francia.
Nel 1948 G. de Bertier de Sauvigny pubblicando un importante lavoro sul conte Ferdinand de Bertier, 2) primo organizzatore dell'opposizione le­gittimista contro Luigi Filippo, come lo definisce il Saitta, 3) rivela che co­stui, il 6 ottobre 1830, ricevette da Carlo X, esule in Inghilterra, a Lul-worth due biglietti con i quali era autorizzato a prender contatti con per­sone di fiducia dell'ex re al fine di favorire e provocare il ritorno della monar­chia legittima in Francia. In uno di questi biglietti era testualmente detto: Je prie l'évéque de Génes d'écouter avec confìance tout ce qui le comte Ferdinand de Bertier lui dira de ma part et je renouvelle Pexpression de tous les sentiments qu'il m'inspiro 4) E lo stesso de Bertier de Sauvigny afferma
M-'A. S.V. Rubrica 248, 1830. Minata 7269 del 13 gennaio 1831: Gli cminentisBÙni P. P. non dubitavano intanto che V. S. I. siasi riservato di aggiungere in voce al Sig. Ministro Sebastiani tutto ciò che Elia non ha voluto esprimergli in iscritto; che è certo non poco e tale da non ammettere replica ragionevole!, stando alle Convenzioni ed alla libertà garantita dalla costituzione di Francia a tutti i culti tali quali essi sono non tali quali si vorrebbero fare per via di leggi. E qui è da notarsi che si sarebbe preteso in sostanza da codesti Signori nel caso concreto che i Vescovi di Francia si fossero diretti per comunicare colla S. M. di Pio Vili all'Ambasciata francese di Roma che in quell'epoca era chiusa.
Una tal considerazione che potrebbe avere qualche pericolosa sussunta potrebbe destra­mente giocarsi verbalmente col Ministro che avrebbe poco a rispondervi. Comunque la causa nostra è nelle di lei mani né potrebbe avere un difensore più esperto e pio. saggio.
a) G. pz Bzftriaa DE SÀUVUWY, Le comte Ferdinand de Bertier (1782-1864) et Vénigme de la Congrégatìon, Paris, 19*8.
'') V. l'ottima recensione del volume citato nella nota precedente di A. Saitta in Ri-vista Storica Italiana (LXH) 1950, fase. 1, pp. 124-83.
*J G. DE BERTIEB DE SAUVIGNY, già cìt p. 472, in nota.