Rassegna storica del Risorgimento

LAMBRUSCHINI LUIGI
anno <1953>   pagina <172>
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Enzo Piscitela
che il Lambruschini: ... avait déjà auparavant des relations secrètes avec Ferdinand de Bertier (che tra l'altro aveva sottoposto al suo esame un memoriale da inviare a Carlo X relativo all'azione da svolgere in Francia a favore della monarchia legittima), aggiungendo con finezza: On ne s'étonnera pas que le Nonee n'ait pas jugé à propos de faire état de ces relation* qui débordaient quelque peu le cadre de sa mission diplomatique daus les intéressants Mémoires qu'il a laissés . ')
D'altra parte il Lambruschini, vedendosi ormai circondato da forti so* spetti e ostilità, desiderava sempre più lasciar Parigi. Voleva ancora, però, che la Francia fosse punita sospendendo per qualche tempo le normali rela­zioni diplomatiche della S. Sede. Secondo il suo pensiero, verso Luigi Filippo si era mostrata eccessiva bontà, anche se giustificata da superiori esigenze. Come già abbiamo notato, un atteggiamento diverso avrebbe potuto corroborare le forze vive della resistenza e il sentimento religioso di alcuni strati della popo­lazione. Di fronte al perdurante atteggiamento negativo del governo francese la S. Sede, per rispetto della sua stessa dignità, doveva finalmente mutar condotta.
A Roma, tuttavia, non si pensava cosi: interessi politici e religiosi insieme ostacolavano quello che era divenuto l'ardente desiderio del Lambruschini (lasciar Parigi) e, per procedere al suo richiamo, si sarebbe do­vuto attendere un evento imprevisto, la morte del vecchio vescovo costitu­zionale Grégoire.2*
U regicida e caldo partigiano rivoluzionario demagogico , come lo chiamerà il Lambruschini nelle sue Memorie,3) sentendosi in punto di morte chiese i sacramenti; un parroco avrebbe voluto accordarglieli a patto che ritrattasse i suoi errori, ma il morente non si piegò e trovò un abate, il Guillou, pronto a sommistrargli l'estrema unzione. Morto il Grégoire, l'arci­vescovo di Parigi, negò la sepoltura ecclesiastica e il Presidente del Con­siglio, Casimir Périer, ricorse al Nunzio perchè fosse eccezionalmente concessa, facendo receder l'Arcivescovo dal suo atteggiamento opinitre.
Il Lambruschini si rifiuta e ne segue un attrito ancor maggiore tra gli ambienti cattolici, da un lato, e quelli governativi, dall'altro.
Affermerà il Lambruschini che fu questa circostanza *) ad aggravar la sua posizione e a provocarne il richiamo, espressamente richiesto dal conte di Sainte-Aulaire, ambasciatore di Francia a Roma, su domanda del Ministro degli Affari Esteri. E anche il Martin è di questa opinione sulla base di un dispaccio esistente nell'Archivio dell'Ambasciata di Francia presso la S. Sede (n. 78 del 13 maggio 1831) nel quale, tra l'altro, si trova scritto che Mgr Lambruschini est loin de comprendre les devoirs que lui impose dans 1 exer-0Ì8C de ses importantes fonctions la situation où les évenèments de mois de juiflet dernier ont place la France ;5) frase con la quale si può anche alludere ad un'attività segreta e clandestina del Lambruschini.
*) Ibidem, p. 472.
2) Per la letterata sul Grégoire, V.i E, PJSCITELLI, op. cìù p, 29.
*} L. LAMBBUSCTUNJ, op. cft., p. 317
*) Ibidem, p. 347.
*); J. P. MAJITIN, op. ciL, p. 68.